Scriviamo un futuro semplice per un passato imperfetto.

futuro_milano

Cara Virginia, in certi casi chiamare writer chi scrive sui muri è corretto. Questo in particolare conosce la grammatica e la sintassi al punto tale da creare un certo effetto. Dopo l’effetto però la domanda sorge spontanea (o spintanea, come dici tu): che vuol dire? Di questo non sono sicura. Temo che il futuro semplice non appartenga al genere umano. Non solo perché non gli appartiene il futuro finché non diventa presente, e abbiamo visto i “future” dove ci hanno portato (e mi sa ci stanno ancora portando). Anche la semplicità è più facile a dirsi che a farsi. Che cosa ci metteresti, Virginia, in un futuro semplice?

Potremmo farcelo raccontare dai nostri lettori (non ne abbiamo ancora molti, ma dài, almeno gli amici ci daranno una mano).
Gli facciamo la domanda diretta: che cos’è per voi un futuro semplice?
Tua filosofica, Antonia

Cara A, ho scattato la foto che ti ho proposto per salutare una frase a modo suo perfetta; una sorta di calembour come non vedevo da secoli e mi sembrava andasse premiato. Chissà se altri amici/amiche la vorranno premiare con un commento. La tua domanda mi sembra il perfetto abbrivio.
Virginia

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