Le 4 virtù cardinali, ovvero basta con l’edonismo reaganiano

le quattro di Raffaello Sanzio

Le potremmo definire démodé: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza. Eppure, cara Virginia, pensa in questo momento storico di disorientamento e fitta nebbia della ragione come le virtù cardinali ci potrebbero orientare. La loro associazione con la religione le potrebbe rendere insopportabili a molti, ma risalgono in realtà ai greci e ai romani, e quindi possono anche essere vissute senza sacralità alcuna. Del resto, più penso alla loro definizione e più mi ci sento a mio agio. La prudenza, ovvero discernere qual è il proprio bene e scegliere i mezzi adeguati per attuarlo e ottenerlo (non ti ricorda il Montaigne di qualche post fa?). La giustizia è la volontà di dare al prossimo ciò che è dovuto. La fortezza, cioè essere fermi e costanti nella ricerca del bene, anche in mezzo alle difficoltà. E la temperanza, definita come l’autoeducazione della volontà a moderare l’attrattiva dei piaceri sensibili ed essere equilibrati nell’uso dei beni. Potrei addirittura dirti che le api operose di Mulgan le applicano costantemente: innovare partendo da una spinta interna, socializzare i risultati e gli effetti, tenere conto degli altri nel processo di ricerca, non sprecare e riutilizzare… Sono altre parole, mentre le virtù cardinali dette così, sono démodé quanto la parola démodé. Ma che vuoi che ti dica, a me piace. E mi piace anche il concetto di virtù, l’ applicazione e la disciplina che richiedono. Uuh, sento le urla degli edonisti reaganiani che mi assordano!

Philosophical Antonia

Ebbene cara Antonia, aggiungerei proprio il piacere come quinta virtù, che non me ne vogliano i teologi fini. Giacchè riflettiamo su virtù le cui definizioni vengono da lontano, sparse nel tempo, ma non nella filosofia che ha il bene di procedere con progressioni artimetiche o geometriche (nulla si perde, tutto si trasforma). Ed Epicuro mi viene in mente come maestro di virtù che ha nella sua radice la parola vis (forza) e conoscenza.  Abbiamo il peso di parole inflazionate dalla scarsa memoria e poca conoscenza (ancora una volta la pigrizia, questa volta da eccesso di informazione) e quindi annaspiamo e ci difendiamo dalle ideologie, per l’eccessivo rumore che queste fanno per affermarsi. Ma Epicuro è lì a dire che la conoscenza è esperienza e la sensazione di piacere nel raggiungerla è di per sé una virtù che porta ad altre virtù, mirate a raggiungere il bene per sé e per gli altri. Abbiamo paura di ciò che è démodé o semplicemente soffriamo di costante amnesia?
V.

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One thought on “Le 4 virtù cardinali, ovvero basta con l’edonismo reaganiano

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