Iron (wo)man

Margaret Thatcher

Cara Virginia, non pensavo che avrei scritto anch’io qualcosa sulla Thatcher, ma ebbene sì, lo faccio. D’altro canto mi ci sono già avvicinata con la citazione dell’edonismo reaganiano, un paio di post fa. E’ che ho visto e letto un sacco di cose su di lei, in questi giorni, soprattutto sulla stampa e alla BBC. E poi me la ricordo bene, quando è diventata primo ministro.  Due cose mi sono venute in mente. La prima che è stata fatta fuori dal suo stesso partito, secondo una tradizione che caratterizza la politica dai tempi dei romani e probabilmente anche prima. Non c’è bisogno di un nemico, per distruggere un politico; gli amici bastano e avanzano. La seconda è come, sia per chi la ricorda come una manna dal cielo sia per chi la ricorda come una disgrazia, il suo potere sembra essere stato enorme. Che le si attribuisca il merito di avere salvato l’economia britannica e di avere portato la nazione a livelli di benessere sconosciuti e ad un riconoscimento internazionale insperato, o che la si ritenga responsabile di aver avviato (insieme  a quell’altro simpaticone di Ronald Reagan) un processo di liberalizzazione il cui conto ci è stato presentato nel 2008, oltre che una società dai livelli di disuguaglianza medioevale, a me viene da dire “non può mica aver fatto tutto da sola”. Oppure sì? Questo il quesito che ti pongo, cara amica: un singolo individuo può essere così forte da imporre la sua visione/ideologia su una società intera? Oppure succede che un singolo individuo riesce a coagulare così intensamente tutto quello che una società pensa/produce/desidera da diventare il simbolo di un periodo storico? A te l’ardua sentenza…

ps: e vedi da chi è stata copiata l’idea del presidente operaio!

Antonia goes into politics

Cara A., in questi giorni molto è stato detto sulla signora in questione nel web e fuori dal web, segno che il cordoglio è un sentimento umano. Tuttavia nessuno diventa santo con la morte. E direi per fortuna: le pruderie agiografiche mi perplimono parecchio, pur trovando la morte un fatto misterioso e magico al contempo! La politica è cosa umana (e qui direi nel senso di tendenzialmente maschile) e che ha bisogno di leadership, ma che si fonda sulla rappresentanza nelle democrazie che abbiano questo nome. Quindi alla domanda avrà fatto tutto da sola? No, mi vien da dire. Ma sicuramente la collettività non sospende la responsabilità individuale, e quindi chi coagula su di sè così tanta rappresentanza, secondo me, ha comunque la responsabilità di quanto veicola; come dire onori e oneri. Sarà segno di quei tempi dall’onda lunga l’unica frase che comunque a me fa simpatia? quella che dice: “In politics, if you want anything said, ask a man; if you want anything done, ask a woman” #Thatcher thinking”.

V.

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