Lavori femminili 1

knitting 1La maglia di cui sono appassionata, cara Virginia, è classificata tra i lavori femminili. Una volta c’erano anche dei negozi, di ” lavori femminili”, con gomitoli e fili, aghi e uncinetti. Nei romanzi le signore hanno sempre un lavoro in corso, un ricamo quelle ricche e un rammendo quelle  povere, e anche molte delle nostre mamme facevano quei lavori per necessità o virtù o piacere . In tutto questo nessuno  è riuscito a togliergli quell’ambiguità che deriva dall’abbinamento della parola lavoro, con le sue evocazioni di serietà, fatica, impegno, competenza e risultati, alla parola femminile, che suggerisce leggerezza, vanità, grazia. E forse è giusto così. Perché anche se richiedono costanza e capacità,  si fanno con un certo piacere. A’ propos, ecco la foto del mio lavoro in corso attuale: un pulloverino “a uovo” il cui segreto è  crescere dei punti per poi calarli (un po’ come diceva la mia amica dell’andare in montagna: perché fare la fatica di salire per poi riscendere?). Verrà fuori quello che mi immagino? E’ sempre un po’ una sorpresa. Finché non l’hai finito non sei sicura del risultato. Ma questo non è forse vero anche per tutti i lavori, maschili femminili e neutri?

Knitting Antonia

Cara A., con il tuo post s’aprono  riflessioni che attingono lontano nella memoria. Forse per la tua citazione della paziente arte del tessere (può essere intesa tessitura anche il lavoro dei ferri, degli uncinetti?) e qui Penelope, della quale pare non ci sian giunte effigi se non romane o più vicine a noi, spinge alla porta e s’intrufola con il suo arcolaio e accodato stuolo di ancelle. Ho una certa allergia alle definizioni di lavoro femminile, se questo aggettivo ha escluso le donne da professioni tradizionalmente riservate al maschile, come se fosse fare il medico, l’ingegnere e l’astronauta esclusivo appannaggio di competenze, non è mai attestato dalla biologia del cervello, appunto del maschile contrapposto al femminile. A ciascuno il suo, per carità! ma che dire allora della regale tessitrice, che a forza di fare e disfare la sua tela tiene ben ferme le mire politiche dei proci (e in tutto i giovanotti erano ben 109). L’avrà fatto insicura del risultato, speranzosa del benvolere degli dei? Sicuramente amo pensare che abbia tratto un suo piacere nel fare e disfare punti (mi pare che la metafora dell’amica della montagna torni più forte che pria) e far parte con discrezione di una trama più complessa, impossibile da completare. A proposito, Penelope neonata fu salvata da alcune anatre accorse ignare a evitare il destino di morte che il padre aveva deciso per lei.

Sul tema lavoro, mi riservo di fare un’ulteriore riflessione.

V.

Mia cara Virginia, quanto sono belli questi tuoi riferimenti classici riportati al nostro presente! Certo anche i ferri sono tessitura, alla fine. E Penelope è un’eroina quieta e démodé, ma che adoro!

A.

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One thought on “Lavori femminili 1

  1. Pingback: Dobbiamo ripensare tutto, Altan lo vuole | piumedoca

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