I lampioni di Monza

Lampioncino parisian style

Lampioncino parisian style

Ieri sono andata a cena da un’amica a Monza. Pur essendo tanti anni che vivo a Milano, penso di non essere mai stata prima a Monza. E’ chiaro che anche l’amica non ha sempre abitato a Monza, sennò ci sarei capitata. Ieri era una sera piovosa e abbastanza cattiva, pioggia gelata e strade deserte e un certo senso di abbandono. Ma i lampioni lungo il Lambro, non so se si può dire sul lungolambro, quelli erano bellissimi. Avevano una forma simili a quelli francesi, e la pioggia e l’acqua di cui l’aria era densa creavano un alone magico intorno a ciascun lampione. Dopo di che non ho visto altro, di Monza, ma i lampioni li ricorderò. Potevo fotografarli, sì, ma non l’ho fatto.

Però ho trovato una foto di un lampioncino di gusto francese con quel tanto di alone nebbioso…

Admiring Antonia

Cara A., Milano ha un’anima mista, come l’Italia del resto. Siamo una Nazione e facciamo fatica a difendere la nostra identità nazionale, perché ricostruirla fa fatica. Il fatto si evince ultimamente per la sparizione e il seppellimento ormai sommario del congiuntivo, forma verbale ereditata da altre storie (quel bel duemila anni di repubblica romana e impero conseguente, reiterato ben s’intende) e di altre levature per esprimere sottigliezze verbali, forse poco consoni al piattume vigente: chi esprimerebbe un dubbio con una domanda e il  conseguente congiuntivo in momenti di crisi come questi? Meglio risparmiare sulla forma  e fare una domanda diretta, senza “Mi chiedo se sia o penserei che fosse” e passare al più diretto “Siamo nella palta e c’ho idea che ci rimaniamo per un bel pò”. Per rispondere alla domanda che ci facciano (oops un congiuntivo, in una interrogativa indiretta. Spiacente, mi è scappato) a Monza i lampioni di fattura francese o devi consultare un medico bravo se pensi di aver avuto un’illusione poetica oppure pensare che un tempo gli scambi avvenivano lentamente, con la forza delle idee e anche in via Benedetto Marcello, tolte le insegne dei ristoranti etnici (che però sono anche a Parigi), potresti sentirti a Parigi.

Hic menibus optime

V.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s