Commozione

images Stavo leggendo Le radici del cielo di Roman Gary, ieri sera. E ho trovato un brano così commovente che te lo devo raccontare, mia cara Virginia. Uno dei personaggi, che sta portando in giro per l’Africa una petizione per arrestare la caccia agli elefanti, narra di quando era prigioniero in un campo di concentramento e uno dei suoi compagni che, quando i muri della cella lo stavano soffocando, si immaginava gli elefanti, giganteschi ed enormi branchi di elefanti che correvano liberi nelle pianure dell’Africa. Con questa immagine nella mente e nel cuore i prigionieri avevano una luce negli occhi e una capacità di sopravvivenza che ha colpito persino i guardiani,  sorpresi nel vederli sani e vivi, quasi indifferenti alla prigionia. Quali provvedimenti siano poi stati presi per domarli nel libro non è detto, ma il più debole di loro, ormai vicino alla fine, confessa di vederne ormai uno solo, di elefanti. E lo lascia in custodia al compagno. Si chiama Rodolfo, gli dice.

Ecco, questo è il pezzo di umanità che certi scrittori ti sanno dare così, tra tante altre pagine, senza avvisarti prima e passando poi ad altro, come fosse normale essere capaci di cogliere il senso profondo della vita.  Io trovo che anche solo per queste piccole sorprese vale la pena di prendere un libro in mano.

Softy Antonia

Carissima Piuma, ho sul comodino  “La vita davanti a sé” dello stesso autore: l’ho amato molto nonostante sia un libro triste. Il nostro autore amava nascondersi dietro pseudonimi, e forse identità diverse fra loro. Era un uomo complesso, figlio di un’epoca (nato nel 1914) in cui il libro era ancora un mezzo dall’espressione potente per chi ne potesse godere, coercitivo per chi non potesse accedere alla lettura. Forse a rendere grande uno scrittore è la ricchezza della propria umanità e di quella che sa raccogliere in chi incontra. Ti pongo la conclusione di un sillogismo implicito che vorrei condividere con tutti i lettori: un grande lettore fa parte della grandezza di uno scrittore.

V.

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