Celebration: grazie a chi ci sta seguendo e ci ha fatto andare in quota….

Care lettrici e cari lettori, facciamo un piccolo post per celebrare le oltre 1600 views -crescono continuamente, che sono molto al di sopra delle  1003 conquiste che canta Leporello nel Don Giovanni di Mozart (una canzone che ci diverte e ci fa voglia di cantare, potete ascoltare seguendo il link), e anche al di sopra di quanto io mi aspettavo. Ringraziando tutti quelli che ci hanno visto, e tutti quelli che ci hanno dato il loro contributo, direttamente e indirettamente, passo a una microcronaca fotografica del nostro festino.

Un Pouilly Fumè del 2009 ha guidato le celebrazioni

Una deliziosa bottiglia di Poully Fumé

Una deliziosa bottiglia di Poully Fumé

E abbiamo proseguito in tema con salmone (pesce caro a questo blog), pesce spada e linguine alle vongole (anch’esse care a questo blog, per i loro legami livornesi, savonesi ecc.)

Salmone e pesce spada crudi, burro salato e dolce, diversi tipi di pane fra cui uno fatto da Virginia

Salmone e pesce spada crudi, burro salato e dolce, diversi tipi di pane fra cui uno fatto da Virginia

Vari tipi di pane

Vari tipi di pane

Linguine alle vongole: un classico intramontabile

Linguine alle vongole: un classico intramontabile

Antonia wrote,Virginia cooked, both celebrated

La madre di famiglia: insegna(mento?) da Livorno

L'insegna del 1923 del negozio La madre di famiglia, un nome un programma

L’insegna del 1923 del negozio La madre di famiglia, un nome un programma

1923-2013: a volte le cose non cambiano

1923-2013: a volte le cose non cambiano

Cara Virginia, chi di insegna ferisce di insegna perisce… e dunque guarda che cosa ho trovato a Livorno, nell’affollato centro dove c’è anche il mercato. Dalla foto non si riesce a vedere che l’insegna riporta anche la data 1923, ma nessun può avere dubbi. La madre di famiglia: 90 anni fa, il fascismo era appena cominciato e questo erano le donne. Ci siamo evoluti da allora? A giudicare dalla cucina che il negozio mette in vetrina non si direbbe, ma forse è una scelta di modernariato, oppure non si possono permettere altro…  non credo li aspetti un brillante futuro! E per finire, di fianco alla porta d’ingresso, ecco che cosa si trova:

La foto di fianco all'ingresso: volutamente inquadrata anche l'ambientazione

La foto di fianco all’ingresso: volutamente inquadrata anche l’ambientazione

Come si dice, un’immagine vale come mille parole…

Antonia as a reporter

Cara A., che immagini divertenti hai scovato. La dicono lunga le pentole di alluminio poggiate sui fornelli e la signora immortalata, direi folgorata, in posa quasi teatrale, mentre le vien mostrata la pezza di stoffa. Son sicura che la nostra sarà andata dalla sua sarta di fiducia o avrà cucito con le sue stesse mani. Io non saprei armeggiare con l’ago se non al costo di gravi ferite e colorite bestemmie; ma mi mancano questa e le altre arti femminili che un tempo eran ben catalogate in manuali divulgativi? Direi di no, se son compiti e non passioni. Ps:  mia nonna era sarta, tra le tante armi al suo arco, ma doveva essere quella meno promossa in famiglia; io ho ereditato quelle che più la connotavano come filibustiera e intraprendente.

V.

Fabio Genovesi e la storia del pescatore

torre_del_lago

Vista del lago Massacciuccoli

Cara A.,

ho ascoltato  la storia di Fabio Genovesi e mi ha commosso, come dice lui, mi ha toccato la pancia: l’accento discretamente toscano, il tono e la storia che ci ha regalato mi ha proprio placato. Fabio mi ha portato in un tempo lontano, a Torre del Lago e lo so che non c’entra ma mi son vista Puccini sparare alle foglie. Ho rivisto le Panda di prima generazione che  avevano colori da catalogo: non avevano ancora scoperto i colori metallizzati. Mi ha presentato un  papà che ha scelto un lavoro meno remunerativo per stare con il proprio figlio. La birra, fresca da frigobar,  che beve il papà pescatore sul lago alla fine della storia ha dissetato anche me; grazie Fabio, se avessi parlato di salmoni, avrei pensato al tuo babbo come al Re Pescatore che ha sempre la saggezza giusta, e senza esserlo veramente re ti fa sentire comunque principe.

icona_audio  Ascoltate la storia di Fabio Genovesi: fabio_genovesi

Cara Virginia, che belle parole hai scelto per commentare questa storia. A me aveva ricordato invece, per qualche strano giro della mente, il padre di La vita è bella di Benigni, che trasformava il campo di concentramento in un luogo magico per proteggere il figlio dagli orrori della realtà. Qui siamo in un ambito ben diverso, ma il senso di protezione e accudimento,  e il calore di questo rapporto sono gli stessi. Commovente. Un grazie di cuore a Fabio.

Aggiungo una nota tecnica: Fabio Genovesi ha scritto due bellissimi libri, Esche vive e Versilia Rock City, entrambi Mondadori, e ne sta scrivendo un altro, in cui racconterà quello che il mare restituisce e che le spiagge raccolgono. Lo aspettiamo con trepidazione…

Vino e farinata: insegna(mento) di Savona

Cara Antonia, oggi ti porto a Savona dove ho potuto avventurarmi nei vicoletti della città vecchia. Piccola, reticolare ha sempre mal sopportato la vicinanza di Genova e per questo i savonesi si tengono alla larga dal capoluogo di provincia, con una tenacia da liguri. Amano distinguersi dai vicini  che ritengono da sempre ingombranti e coltivano le proprie peculiarità. Così a tavola puoi gustare la farinata, un piatto povero, ma come tutti i piatti poveri replicabile bene solo a certe condizioni: il forno rigorosamente a legna, il testo pesante dove cuocerlo e la farina di ceci che non è detto che si trovi nei grandi supermercati. Non sempre almeno. Ti propongo questa insegna, semplice e diretta del localino dove se ne gusta una buonissima: morbida, ma croccante, gustosa ma non unta.

insegna_farinata

Locale di Savona dove si può gustare anche altro, ma soprattutto la farinata.

Insomma una vera bontà. Ed è un piacere per gli occhi il taglio della stessa: la proprietaria, ritratta nella foto ha un’abilità tutta speciale nel tagliare a pezzetti irregolari.

teglia_di farinata

Il taglio della farinata

Una chicca a chi capita di gironzolare intorno alla Cattedrale: Savona ha una sua Cappella Sistina, che ben inteso di chiama così solo perchè Sisto IV era di Savona, come altri due Papi. Ma se andate a fare una visita, potrebbe capitare di ricevere tutte altre informazioni  anche su Cristoforo Colombo, che mi dicono, ormai essere abbondantemente provato da documenti storici e fatti precisi non essere genovese, bensì, indovinate un pò…savonese.

Cara Virginia, la farinata apre altri ricordi, di un po’ più a sud ma sempre sulla costa, ovvero il “cinque e cinque” dei livornesi: cinque centesimi di cecina e cinque di focaccia dentro cui metterla. Tagliata irregolare e cotta in una grande teglia pesante. In generale assai unta: ma può darsi che i savonesi, nella loro ligure sobrietà, ci vadano più leggeri con l’olio!

Yours Antonia

Pietrasanta: che fine hanno fatto le vestaglie?

logo anteprime 2013

Cara Virginia, devo tornare su Anteprime perchè non ti ho raccontato del match letterario Extreme Writing, e soprattutto del dramma delle vestaglie delle squadre… Come sai c’è un ring sul quale si sfidano due squadre nell’improvvisazione di un racconto con dei vincoli letterari. L’evento era già stato organizzato alla Fiera del libro di Torino, e per l’occasione erano state acquistate delle vestaglie da boxeur di due colori, arancio e azzurro. Nella furia e stanchezza di chiudere tutto, le vestaglie erano state cacciate in un sacchetto, ben pigiate una sull’altra per occupare poco spazio… e quando le abbiamo tirate fuori a Pietrasanta, sembrano state sotto il sedere di un cavallo! Dramma dramma, chi le stira? E’ sabato, le lavanderie sono chiuse, vuoi dire che dovrò armarmi io di ferro da stiro e dedicarmi alla bisogna? Per fortuna poi troviamo un hotel con servizio di stireria, ed ecco allora tutto pronto.

VESTAGLIE X WRITING

E dalla stiratura in poi, tutto è andato liscio! Rossella Calabrò del Blog delle Matrigne lo ha presentato, i ragazzi come sempre sono stati bravissimi, e il pubblico della piazza si è divertito. Non ho visto alla fine come son state messe via le vestaglie, però…

Yours Antonia

Cara Antonia, mi sembra che questo evento abbia avuto un backstage piuttosto movimentato; tu con le vestaglie della cui sorte mi interrogo con “vibrante” (cit. televisiva di Crozza quando imita il presidente Napolitano) preoccupazione. Rossella con tutta la simpatia che mette nel descrivere quanto forse nessuno aveva visto della sua timidezza. E poi la morale che ne ha tratto. Che dici , cara Piuma, annoveriamo la cara Rossella tra le sagge….matrigne?

V.

Come si fa una piuma d’oca?

Cara Antonia, oggi fa davvero caldo. Il segno di questa cosa è stata che per essere uscita 10 minuti di casa ho dovuto attendere altri 10 minuti perchè dal mio Iphone sparisse il seguente messaggio: Attendere! Iphone deve raffreddarsi. Da non crederci. E allora ho cercato qualcosa di rinfrescante. Che ne dici di questo video su come si fanno le piume d’oca?

www.youtube.com/watch?v=f7qL-kUgTJM&feature=youtube_gdata

Cara Virginia, è sempre bello vedere all’opera l’ingegno dell’uomo per trovare un modo per esprimersi… ma quando sfoltisce la piuma, che brivido pensare a Guendalina o ad Achille (non mi ricordo mai quale delle due è immortalata sull’home page del nostro blog) che vengono spennate… seppure per una degna causa! E dunque il tuo effetto anti-caldo l’hai ottenuto!

Refreshed Antonia

Il profumo dei tigli

Un tiglio solo: frondoso e così ricco che ti viene voglia di rifugiarti sotto la sua ombra

Un tiglio solo: frondoso e così ricco che ti viene voglia di rifugiarti sotto la sua ombra

Cara Virginia

È qualche giorno che a Milano si sente il profumo dei tigli. Ci ho messo un po’ a riconoscerlo, con quella dolcezza un po’ stucchevole che ricorda l’honeysuckle dei romanzi romantici inglesi. Sentivo quel profumo, e mi dicevo l’ho già sentito e che cos’è. E poi a un tratto mi sono ricordata: che quando abitavo a Pisa e andavo a scuola, la scuola era in fondo ad un viale di tigli. Alberi voluminosi, pieni di fronde, e con questo odore dolce, denso, e forte perché se poi li guardi, adesso che hanno i fiori non ancora fioriti e di quel verde tenero da bambini, ne hanno tantissimi. E il profumo a me sembra restasse per tutta l’estate, e anzi mi sembra di ricordare che quando si tornava a scuola, ed era ottobre, quel profumo aleggiava ancora, come un avanzo d’estate.

Ecco, mia cara, il bello di non essere più giovani. Che proustianamente un pezzo della tua vita riemerge, e se ancora non aveva trovato un posto nel racconto della tua memoria, glielo puoi trovare. Magari usandoti la dolcezza che da giovane aborrivi, come quella dei tigli.

Remembering Antonia

Cara Antonia, forse è l’estate finalmente arrivata anche se le previsioni dicono che sarà un’estate intermittente. Tuttavia a me l’estate fa l’effetto “rinfresco memoria” e quindi mi trovi d’accordo su tutta la linea. Odori, colori e suoni che ricompongono la colonna sonora e la cornice di azioni quotidiane ripetute appunto in luoghi e tempi diversi da quelli presenti. Luoghi che si sono persi perchè fisicamente collocati altrove. Ma poi un profumo, una luce e sei di nuovo in quel luogo, con la saggezza del tempo passato nel frammezzo. Si, si e la dolcezza è una forma di saggezza.

V.

Orti e Commenda: se una notte d’estate due blogger

La serata di scrittura e blogger al ristorante Orti&Commenda

La serata di scrittura e blogger al ristorante Orti&Commenda

Cara Virginia, ti ricorderai che eravamo state invitate a raccontare di blog e blogger alla cena che segue il corso di scrittura della creativa Antonella Fiori, il tutto organizzato dalla vulcanica Emanuela Canali (la settimana prima era una mostra, di cui vedete ancora i quadri alle pareti) al ristorante Orti&Commenda. Tu hai deciso che Scilla valeva di più, e mal te ne incolse, perchè abbiamo passato una serata deliziosa.

E’ stata bella l’accoglienza, calda, curiosa e riconoscente.  E’ stato bello raccontare, per me e penso anche per Noemi, altresì nota come Tazzina di caffé, le strane combinazioni che ci hanno portato nel mondo digitale. E’ stato ancora più bello vedere la curiosità negli occhi dei presenti. Non è sempre stato facile rispondere alle loro domande, perchè la rete è giustappunto una rete, e camminarci sopra è come camminare sui fili – fili corti e connessi, certo – e con un orizzonte senza limiti. E’ stato bello fare un brindisi alla tua presenza virtuale. E’ stato proprio bello.

Ringrazio tutti. E a te, Virginia, suggerisco di stare più attenta alle date quando ti organizzi le ferie…

 Antonia, tired but satisfied

Pietrasanta: post in contumacia 2

Cara Virginia, mentre tu sguazzi nel Mediterraneo e osi sfidare Scilla (ma non Cariddi, perché?), io ritorno su Anteprime. Dove, lo dice la parola stessa, tutti presentavano il loro prossimo libro. Eccezione credo unica Sergio Luzzatto, che discuteva del suo controverso Partigia, racconto di una piccola ed inesperta pattuglia di partigiani di cui faceva parte Primo Levi. Raramente ho visto una ricostruzione storica che entrava nel dettaglio di un fatto dimenticato (non solo per la poca rilevanza) con tanta passione e con tanto rispetto per appunto ogni piccolo dettaglio. Si dice che l’architetto Mies van der Rohe dicesse “God is in the detail”, ma lo possono dire anche gli storici.

Sergio Luzzatto discute Partigia ad Anteprime

Sergio Luzzatto discute Partigia ad Anteprime

Ma come faceva freddo.

Per quel che si può vedere, una delle organizzatrici infreddolita ricorre ad una coperta

Per quel che si può vedere, una delle organizzatrici infreddolita ricorre ad una coperta

Si dice aprile non ti scoprire, ma anche a giugno si corrono dei bei rischi! Per fortuna, se son qui a raccontartelo, vuol dire che non era così grave…

Remembering Antonia

Una gita a Scilla

Sirena_scilla

La Sirena sull’architrave di una casa nel borgo di Chianalea, a Scilla

Cara Antonia, ti intrattengo con un breve resoconto della gita a Scilla. Volevo proprio andare a vederla questa punta estrema d’Italia, memore del vecchio adagio  “tra Scilla e Cariddi”. Un tempo lo si diceva con l’aria di chi non sa che pesci pigliare. Ma tra Scilla e Cariddi c’erano le sirene ammaliatrici, più che i pesci.

Per arrivarci, evitando l’autostrada Salerno Reggio Calabria, si attraversano molti agglomerati, alcuni carini, altri veramente brutti. Per l’incuria e la mancanza di memoria nell’edificare. Tra cui Rosarno, che mi ha intristito tanto.

Aggirandomi tra le viette del borgo marinaro, deserte a causa dell’incerta stagione, ho cercato gli scorci che forse avrà visto pure Ulisse. Sara’ questo lo scoglio dove stavano stese le misteriose cantatrici?Scilla

Cara Virginia, mi bastano queste due foto per portarmi lontano dalla scrivania e sentire il rumore del mare e il suo profumo. Dunque grazie per queste due immagini (soprattutto la seconda, così inequivocabilmente italiana).  Mi affascina sopratutto lo spunto delle sirene: che forza e che coraggio e che intelligenza doveva avere un uomo per voler ascoltare il canto delle sirene, ma nello stesso tempo farsi legare per non cadere in loro potere? Ai marinai, se non ricordo male, ha tappato le orecchie. Ma lui ha voluto conoscere, e nello stesso tempo proteggersi… Non c’è da stupirsi che Ulisse continui ad essere il simbolo di quello che c’è di valore nell’uomo.

Goditi il mare e il tempo incerto, mia cara Virginia, e respira a pieni polmoni anche per me!

Yours Antonia