Fabio Genovesi e la storia del pescatore

torre_del_lago

Vista del lago Massacciuccoli

Cara A.,

ho ascoltato  la storia di Fabio Genovesi e mi ha commosso, come dice lui, mi ha toccato la pancia: l’accento discretamente toscano, il tono e la storia che ci ha regalato mi ha proprio placato. Fabio mi ha portato in un tempo lontano, a Torre del Lago e lo so che non c’entra ma mi son vista Puccini sparare alle foglie. Ho rivisto le Panda di prima generazione che  avevano colori da catalogo: non avevano ancora scoperto i colori metallizzati. Mi ha presentato un  papà che ha scelto un lavoro meno remunerativo per stare con il proprio figlio. La birra, fresca da frigobar,  che beve il papà pescatore sul lago alla fine della storia ha dissetato anche me; grazie Fabio, se avessi parlato di salmoni, avrei pensato al tuo babbo come al Re Pescatore che ha sempre la saggezza giusta, e senza esserlo veramente re ti fa sentire comunque principe.

icona_audio  Ascoltate la storia di Fabio Genovesi: fabio_genovesi

Cara Virginia, che belle parole hai scelto per commentare questa storia. A me aveva ricordato invece, per qualche strano giro della mente, il padre di La vita è bella di Benigni, che trasformava il campo di concentramento in un luogo magico per proteggere il figlio dagli orrori della realtà. Qui siamo in un ambito ben diverso, ma il senso di protezione e accudimento,  e il calore di questo rapporto sono gli stessi. Commovente. Un grazie di cuore a Fabio.

Aggiungo una nota tecnica: Fabio Genovesi ha scritto due bellissimi libri, Esche vive e Versilia Rock City, entrambi Mondadori, e ne sta scrivendo un altro, in cui racconterà quello che il mare restituisce e che le spiagge raccolgono. Lo aspettiamo con trepidazione…

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2 thoughts on “Fabio Genovesi e la storia del pescatore

  1. Ma che bella storia! Quanto amore. Dovremmo cercare di riportare alla memoria momenti come questi. Io, ad esempio, ricordo da bambina le serate d’estate passate con papà su un balcone di un condominio di periferia, a parlare delle stelle e dei pianeti. E riconoscere quanto siano stati fortunati.

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