Gay Pride a Milano

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Cara A., questa volta ti porto al Gay Pride di Milano. Sabato scorso un fiume di gente ha invaso Corso Buenos Aires, partendo dalla Stazione Centrale, con tanto di cordoni laterali di curiosi. Il privato collettivo di 20000 donne e uomini è diventato pubblico, con slogan ironici (Ho un sacco di amici etero, sono tanto carini e sensibili, piacciono tantissimo anche ai miei amici, basta che non esteriorizzino troppo il loro modo di essere) o impegnati (sul riconoscimento dei diritti tra coppie omoerotiche o la poassibilità di sposarsi).

La testa del corteo LGBT di 20.000 persone a Milano

La testa del corteo LGBT di 20.000 persone a Milano

Per tutta la scorsa settimana Milano si è animata di iniziative culturali ispirate al Gay Pride:  molti  locali e librerie del  quartiere milanese di Porta Venezia  hanno  organizzato dibattiti, ospitando presentazioni aperte al pubblico. Su moltre vetrine potevi scorgere la  bandiera dell’arcolbaleno: i punti gay friendly erano veramente numerosi. Fuori dai bar il solito popolo dell’aperitivo milanese: uomini e donne in tenuta  da post orario lavorativo.

Alla fine del corteo di sabato il sindaco Pisapia ha detto che la città era più bella: per la prima volta il sindaco di Milano era presente al Pride, accompagnato anche da altri rappresentanti  di Comuni dell’Hinterland. Quest’anno al Pride serpeggiava un’aria diversa dagli altri anni: è stata una festa della città e delle persone.

V.

Cara Virginia, dopo giorni di Pisapia ci va, Pisapia non ci va, con giornali palesemente schierati, ecco che il nostro ha deciso che i cittadini son cittadini. Magari pensa anche lui che la diversità non solo è parte integrante della natura e della vita (si è mai visto un albero identico ad un altro?), ma che è anche l’unica ricchezza che non sottostà alle leggi dell’accumulazione e dell’equiparazione in denaro. Di questi tempi una ricchezza che andrebbe presa in considerazione, data la fine che sta facendo quell’altra…

Proud Antonia

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