A che cosa servono i librai

La storica libreria Belforte a Livorno. Ha un suo stile anche chiusa.

La storica libreria Belforte a Livorno. Ha un suo stile anche chiusa.

Si discute tanto, nel mondo dell’editoria e della cultura, sul ruolo delle librerie e dei librai. Io non sono mai stata tra quelli che rimpiangevano i librai di una volta, quelli che ti consigliavano cosa leggere. Con una certa arroganza prima e con molta esperienza dopo, mi sono sempre scelta i libri da me. Ma a Livorno la settimana scorsa mi è capitata una cosa strana: sono entrata alla libreria Belforte, e mi sono messa a chiacchierare con il libraio, come usa da quelle parti e come a noi milanesi piace fare quando non siamo a Milano. E lui mi ha consigliato un libro.  Mi ha detto non si aspetti di trovarci azione, suspense. E’ un libro in cui non succede nulla. Me ne ha anche letto una pagina. E mi ha detto è bellissimo. Gli ho creduto. Ed ecco scoperto Stoner di John Williams. Un libro bellissimo dalla prima all’ultima pagina. Una storia che è la storia di qualsiasi uomo, una vita con i suoi accadimenti. Nulla di meno e nulla di più. Ma capace di raggiungerti nel profondo del cuore. Un libro che non saprei descrivere ma della cui bellezza sono assolutamente certa. E dunque ringrazio il libraio livornese per avermi regalato questa scoperta e faccio i miei complimenti all’editore (Fazi) per averlo messo a disposizione del pubblico. Inoltre non sembra un libro tradotto, e dunque faccio i miei complimenti anche al traduttore, Stefano Tummolini, per avere dato voce allo scrittore nascondendosi così perfettamente dietro di lui. E suggerisco di leggerlo a tutti i lettori del nostro blog. Oltre a te, naturalmente, cara Virginia!

la copertina di Stoner di John Williams

la copertina di Stoner di John Williams

Cara A., io amo andare in libreria e fare due chiacchiere con la libraia (nel mio caso è una donna): siamo arrivate anche a scambiarci ricette di cucina a forza di chiacchiere e salamelecchi alla “prole felina”. Si preoccupa se non passo almeno una volta al mese. Non le ho ancora detto che non ho più posto in casa per i libri e forse, sai cara Antonia non glielo dirò.  Quindi prendo anche questo tuo ultimo suggerimento. Grazie a te e al libraio di Livorno.

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One thought on “A che cosa servono i librai

  1. Pingback: Stoner, il libro che fa bruciare le pentole | ciabattine

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