Una piccola grande storia di creatività

Cara Virginia, oggi ti voglio raccontare la storia degli orecchini che ho indosso e che vedi qui sotto.

orecchini decente ok

Perché è una storia che mi piace e perché è un esempio di quello che è per me la vera creatività.

orecchino singolo ok

Come si vede dall’ingrandimento, si tratta di due medagliette, di quelle che una volta si regalavano per i battesimi e le prime comunioni. Un’amica che di mestiere fa l’orafa, Anna Minotto, e lo fa con le tecniche e gli strumenti di una volta, insegnatele e trasmessele da suo padre, un giorno, ma tanto tempo fa, mi aveva detto “sai, se hai delle cose di famiglia che non metti, portamele a far vedere, si possono recuperare in tanti modi“. Si chiama come me, questa amica, e deve essere molto paziente. Non so quanto tempo è passato da quella proposta.

Però è arrivato un giorno in cui ho raccolto quello che nonne, zie, prozie e cugine avevano lasciato, ho messo tutto in borsa e sono andata dalla mia omonima, nel suo laboratorio di Milano. C’era una bustina che era tutta di medagliette, e devo dire che da un lato mi dispiaceva liberarmi di piccole cose che a loro tempo avevano avuto tanto valore, ma dall’altro lato sapevo che non ne avrei mai usato una, di quelle medagliette. Ma mentre le tiravamo fuori dalla loro bustina, l’orafa ha notato che ce n’erano due uguali. “Questo non mi era mai successo”, ha detto. Su entrambe era scritto Nonni e Neva, e le date erano molto vicine, quindi dovevano essere una mia e una di mia sorella. Con le sue piccole e agili mani l’orafa ha preso le due medagliette, le ha affiancate e ha detto “Ci facciamo due orecchini. Gli lasciamo anche l’anello, ci montiamo solo un perno e la farfallina di chiusura.” Non c’era esitazione nella sua voce. Esile ma convinta. E non c’è stata nessuna esitazione neppure in me. Ho detto “Fantastico. Perfetto.” E perfetto è veramente l’aggettivo giusto.

Ecco Virginia, questa è la creatività. Nasce da qualcosa di profondo ma quando emerge alla superficie è pulita, limpida, non ha bisogno di lunghe spiegazioni e convincimenti. E tutti la vedono, non c’è bisogno di uno studio specifico.

E io penso ai miei nonni, e alla mia zia, che da qualche parte in un altro universo a noi sconosciuto mi guardano la mattina mentre esco con le medagliette trasformate in orecchini, e sorridono soddisfatti.

Antonia in awe

Cara A., grazie a te, ho avuto il piacere  di conoscere Anna Minotto e non posso che aggiungere che Anna ha della magia: ha quella capacità di ascoltarti come una maga, con curiosità e intelligenza; lo capisci che gli oggetti per lei  non sono mai solo oggetti, ma storie e pezzi di vita che ci portiamo dentro e che ci danno un senso. Prima di decidere come modificare la materia lei vuol capire bene che cosa quell’oggetto vuol dire per te e che cosa potrebbe diventare a partire dalla direzione che hai suggerito tu. Se ci aggiungi un gusto raffinato e direi innovativo, il gioco, tanto difficile quanto magico, è fatto.

V.

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