Gita in montagna con panchina goethiana e orchidea

Cara Virginia, non immagineresti quali sorprese riservi la Svizzera, paese famoso per orologi, cioccolato e casseforti piene di denaro di provenienza non accertata. Dunque ieri sono andata a fare una gita (ooops, un’escursione) con Sentierando. La prima sorpresa è stata questa organizzazione scoperta per caso, che si è rivelata simpatica e piena di calore, direi addirittura affettuosa nel suo approccio con gli escursionisti e la montagna. Paolo e Claudia ci hanno portato al Passo del Sett, percorso aperto dai romani che come sappiamo non stavano fermi un attimo.

La valle per cui si sale è molto aperta e molto bella e molto verde, probabilmente anche molto frequentata, sebbene non ieri, come testimonia questa panchina che mi ha subito fatto venire in mente Goethe, i suoi viaggi e le sue meditazioni.

Una panchina da meditazione, chissà se Goethe era passato da qui

Una panchina da meditazione, chissà se Goethe era passato da qui

Un’altra meraviglia me la ha destata un’orchidea, che nella mia ignoranza mai avrei riconosciuto ma mi è stata fatta notare da un naturalista che faceva parte del gruppo. Ha raccontato anche moltissime cose interessanti su queste piante che io credevo vivere solo in climi caldissimi e umidissimi, e invece proliferano qua e là allegramente, con forme magari non del tutto visibili all’occhio.

L'insospettabile orchidea di montagna. Se la guardi da vicino i fiori hanno la bellissima forma nota. Ma sono stati ridotti e compattati per affrontare venti e camosci...

L’insospettabile orchidea di montagna. Se la guardi da vicino i fiori hanno la bellissima forma nota. Ma sono stati ridotti e compattati per affrontare venti e camosci…

Poco prima di arrivare al passo la fresca sorpresa di una fontanella: un’acqua buonissima, persino troppo fredda da bere subito (tu, Virginia, con il tuo gusto per l’acqua in forma di ghiaccio, l’avresti trovata appena tiepida) e una meraviglia da conservarsi per il pranzo all’arrivo.

E qui una certa superiorità nella conservazione e valorizzazione della montagna agli svizzeri va riconosciuta

E qui una certa superiorità nella conservazione e valorizzazione della montagna agli svizzeri va riconosciuta

Ecco la prova provata della meta raggiunta

E infine raggiungiamo il passo. Non si vede nella foto ma anche qui troviamo un’altra panchina. Facciamo il nostro picnic, ci riposiamo e c’è un fresco, un’aria leggera che verrebbe voglia di fermarsi qui. Il 3G prendeva benissimo, gli efficienti provider svizzeri avevano già preso in carico gli utenti Vodafone, Tim, Wind, Tre e quant’altro. E vicino alla fontanella c’era una malga che era stata ristrutturata con cura ed eleganza. Di un ufficio transumante che segua le variazioni di temperatura, che ne pensi?

Già, dimenticavo che sei in missione “Dal Manzanarre al Reno” e non mi risponderai, questa settimana.

Walking Antonia

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