Opinioni piumate #tecnologismi

Cara Virginia, oggi i nostri amici di 20lines hanno organizzato un dibattito a rete aperta sul libro Tecnologismi di Massimo Sideri. Direi che ancora nessuno l’ha letto, ma il solo titolo scatena le passioni e irritazioni che accompagnano il diffondersi dei social network e dei device mobile.

Tu sai che io sono una fan del digital, ci lavoro e ci gioco. Epperò. Pietro Pollichieni ha postato su Twitter questo video:

E mi è venuta in mente Susan Sontag. Proprio lei. Credo fosse nel saggio Sulla fotografia che si occupava e preoccupava dei giapponesi che giravano il mondo fotografando, perchè fotografavano invece di guardare: guardavano dopo, quando erano tornati a casa, guardavano quello che avevano fotografato. Ma intanto che erano presi a fotografare non vivevano l’esperienza che stavano facendo.

Mutatis mutandis, eccoci allo stesso problema. Raccontare agli altri quello che stai facendo vale di più che il fare quello che stai facendo e basta? Non è meglio raccontarlo poi? Filtrato dalla memoria che saggiamente cassa le cose irrilevanti e mantiene quelle che hanno un aggancio con la nostra anima?

Sarà l’età, ma io sono con Susan Sontag (anche un po’ per partito preso). Preferisco vivere…

debating Antonia

Cara Antonia,

La valle dei segni: l’olfatto ovvero il senso dei sensi

Cara Virginia, eccoci giunte al nostro ultimo post sulla Valle Camonica. Diamo addio a questo bel posto e questa peculiare esperienza con un senso che per me li evoca e li raccoglie tutti: l’olfatto.

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Non sei convinta? Eppure per me l’olfatto è il senso che non tradisce, quello che con più immediatezza dichiara cosa mi piace e cosa no, quello che è più difficile ingannare.

E’ il senso della memoria, cristallizzata nelle madeleine di Proust ma di cui ciascuno di noi potrebbe fare un lungo elenco: per me, la crema che mia zia ci spalmava quando ci portava a sciare sul ghiacciaio dello Stelvio (non tanto lontano dalla Valle Camonica) in estate o il fieno appena tagliato. E’ il senso della scelta, quando una voce sotterranea ti dice di stare lontano da qualcuno perchè non te ne piace l’odore. E’ il senso del gusto, perché un cibo o un vino prima si annusa e poi si mangia o beve. E’ il senso della misura, il sudore di quando si sta esagerando e il detto il troppo stroppia.

Un'altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

Un’altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

E di profumi e odori la Valle Camonica ce ne ha regalati tanti. Aspettiamo quando Internet avrà la funzione “dowonload smell” e intanto salutiamo la Valle e i suoi abitanti accoglienti, diffondendone le bellezze e le sorprese con amici parenti e conoscenti!

Yours Antonia #mmland2013

La Valle dei Segni: il gusto ovvero il senso della tradizione

Cara Antonia, non poteva mancare il gusto nella nostra storia sulla Valle Camonica e i suoi segni. Parlare del cibo di un luogo non vuol dire stare solo attenti alle calorie, ma andare a caccia delle tradizioni e delle maniere di lavorare la terra e gestire gli animali che sono parte integrante del ciclo produttivo. Non abbiamo visto fattorie, ma assaggiato formaggi con marmellatine, e gustato vini della Valle sì. Vini difficili per la poca superficie coltivabile e difficili da posizionare sul mercato per la forte concorrenza della vicina Franciacorta, ma di personalità e tenaci come i viticoltori e gli abitanti della valle.

Io son di dolce e di salato e quindi ho l’imbarazzo della scelta. La spongada l’ho portata a casa e l’ho fotografata. Anche qui solo metà.

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I formaggi, la Rosa Camuna e altri, li ho portati a casa, ma non ho fatto assolutamete in tempo a fotografarli: spariti con dell’ottimo pane di segale.

Cara Virginia, eri proprio tu la più adatta a parlare di gusto e l’hai fatto. Alla sparizione dei formaggi son certa di non aver contribuito! Come sai proprio non è cosa mia. Ma tutto il resto lo ricordo con piacere, e aggiungo al gusto il fresco e il candore dell’acqua di montagna… anche il gusto ci guadagna! #mmland2013

Anche l'acqua era buona e abbondante... l'acqua è la vita!

Anche l’acqua era buona e abbondante… l’acqua è la vita!

Aggiungo i miei (e nostri) migliori auguri a tutta la gente della Valle Camonica, visto che oggi è esondato l’Oglio e sono un po’ nei guai… ma sono montanari e sono sicura che se ne tireranno fuori al meglio!

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Un saluto alla valle

Le Piume d’oca

La Valle dei Segni: l’udito ovvero il senso dell’accoglienza

Cara Virginia, siamo arrivate all’udito, il nostro terzo dei cinque sensi. Che per me è collegato al senso dell’accoglienza, perchè è ascoltare il primo modo di accogliere qualcuno.

Cosa che la Valle Camonica non ha fatto solo con noi, verso i quali diciamocelo c’era un interesse diretto, ma anche con i rifugiati politici. Ai quali ha dato un lavoro, la possibilità di imparare una professione, e una prospettiva. Ce lo ha raccontato uno degli operatori della cooperativa sociale K-pax, nell’albergo Giardino, ristrutturato in modo eco-friendly e gestito in modo friendly da appunto dei rifugiati politici. Sarebbe piaciuta a Frank Lloyd Writgh a cui era ispirata, questa costruzione lineare e fatta di materiali locali, di cui si sono conservati un camino e una scala di cui qualsiasi fan di Wrigth avrebbe riconosciuto la paternità.

Il grande camino dell'hotel, in stile Frank Lloyd Wright. Tutto l'hotel lo era, ma quasi tutto si è perso nelle successive modifiche

Il grande camino dell’hotel, in stile Frank Lloyd Wright. Tutto l’hotel lo era, ma quasi tutto si è perso nelle successive modifiche

Uno degli elementi architettonici dell'albergo che ricorda l'adorato Frank Lloyd Wright

Uno degli elementi architettonici dell’albergo che ricorda l’adorato Frank Lloyd Wright

Un’iniziativa che mi ha colpito, di per se stessa ma ancora di più pensando a quanto vicini eravamo al quartier generale della Lega di Ponte di Legno e all’idea del montanaro chiuso e della provincia razzista che conserviamo nella mente.

Di nuovo, un segno che rimane impresso! #mmland2013

Admiring Antonia

Cara Antonia, mi unisco a te nei complimenti alla cooperativa K-pax, che sta facendo progetti forti per l’accoglienza ai profughi. Tema caldo questo e difficile: far capire che l’immigrazione non è immigrazione e clandestinità ma diritto allo spostamento e alla ricerca di nuove opportunità è qualcosa che implica civiltà e cultura. E anche su questo la Valle Camonica lascia il suo segno.

Virginia

Il senso di Antonia per la neve

Cara Virginia, facciamo una pausa nei nostri racconti dalla Valle Camonica. Restiamo in montagna, ma spostiamoci in Val d’Aosta, dove sono stata ieri con gli amici di Sentierando.

La destinazione era la Fenetre Durand, nella Valle d’Ollomont a sua volta in Val d’Aosta, passata alla storia perché ci passò a dorso di mulo il nostro presidente (allora futuro) Luigi Einaudi mentre riparava in Svizzera durante la seconda guerra mondiale. Ho usato il verbo era, e non cito la targa che commemora il passaggio di Luigi Einaudi, perché causa maltempo noi alla Fenetre non ci siamo mai arrivati.

Ecco il paesaggio di ieri, Virginia.

Ecco il paesaggio di ieri, Virginia.

Eppure è stata una bella gita. Piovigginava mentre salivamo per i boschi, e poi o ha smesso oppure ci siamo alzati sopra la nuvolaglia che copriva la valle. Abbiamo camminato nella neve, la prima neve della stagione e una neve che potrà solo essere coperta da altra neve, perché dubito che oltre i 2000 metri possa d’ora in poi fare un caldo che la sciolga. La neve ha un profumo difficile da raccontare, molto tenue ma inconfondibile. La neve è silenziosa come nient’altro, e rende silenzioso tutto ciò che la circonda, gitanti compresi (magari è la fatica ma così suona meglio). E stare in quel paesaggio, in mezzo a quel silenzio e a quella strana insospettabile magia, era come stare in mezzo al mare e in mezzo al deserto, quello stare in un luogo che non ti spetta, che non contempla gli esseri umani se non come visitatori temporanei, di veloce passaggio, una sensazione peculiare e indimenticabile. Che mi ha ricordato il libro Il senso di Smilla per la neve (che è anche un film). L’hai mai letto o visto?

E qui c'è un allegro gruppetto che fa un picnic nella neve

E qui c’è un allegro gruppetto che fa un picnic nella neve

E dedico questo post a Sentierando, sperando che per la prossima gita possa decantare la meraviglia del sole!

Antonia in the snow

Cara Antonia, come sono ignorante e cittadina: mi sembra tanto strano ad ottobre si parli di neve. Senza ricordarmi che esistono i ghiacciai eterni (sempre meno eterni temo) e i grandi paesaggi di montagna. Più marina che montagnina, capisco ben che cosa intendi.

Ps: il senso di Smilla per la neve, l’ho letto. E non ricordo nulla della trama, ma i passi sulla neve e il fatto che ci sia un numero notevole di nomi per la neve, questo sì che me lo ricordo!

La valle dei Segni: il legno ovvero il senso del con-tatto

Andrea, falegname per passione

Andrea, falegname per passione

Cara Antonia, parliamo del tatto e di qualche segno della valle. Abbiamo incontrato Andrea a Losine.

E ci giurerei che la targa affissa alle spesse pareti sia stata fatta dalle sue mani di attento…artista del legno.

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Il monito nella bottega di Andrea Agostini a Losine

La sua bottega è nata nell’antico Uffico Postale della cittadina ed è stato un accurato e lento lavoro di raccolta di materiali e di saperi. Ho scelto la sua storia per il senso del tatto perchè il suo racconto, sottolineato dalla gesticolazione, mi ha distratto dagli odori di legno e camino dispersi nell’aria. Le mani sono ancora lì a mezzaria nella mia memoria. A me ha entusiasmato la sua passione per l’arte del legno: il senso della fatica necessaria per raccogliere il legno dalla montagna, portarlo a valle, aspettare che sia pronto e poi lavorarlo e renderlo un oggetto… insomma è sparito. Al suo posto mi sono vista mani impolverate dalla segatura e pavimenti colmi di trucioli, ma di cui l’artista sa sempre che cosa fare.

Abbiamo registrato la voce di Andrea, perchè da quella si capisce il senso della passione, quella forte per un’arte che sicuramente Andrea possiede.

icona_audioLa storia di Andrea Agostini: tempo 4 min

#mmland2013

La valle dei segni: le incisioni rupestri ovvero il senso della memoria

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A un certo punto, tra le nuvole, un fascio di luce entra come un taglio.

A un certo punto, tra le nuvole, un fascio di luce entra come un taglio.

Cara Virginia, eccoci al primo dei 5 preziosi sensi che ci fanno percepire il mondo con tutte le sue meraviglie (anche brutture, sì, ma quelle per il momento le lasciamo da parte).

Le incisioni rupestri sono il senso della vista ma anche il senso della memoria. E la Valle Camonica è una valle da guardare, non solo per le incisioni. Comincio da una lama di luce che sfalda le nuvole per un attimo, perché ci hanno raccontato che le incisioni rupestri sono volte tutte dalla stessa parte, dalla parte del sole. E si pensa che fossero legate a qualche culto del sole o della luna, come ce n’erano nell’antichità, e che non si limitassero a raccontare la vita dell’epoca ma che fossero anche un modo di comunicare con tutto quello che ai tempi era sconosciuto. Un modo per lasciare il segno ma anche per aiutarsi a capire, nel buio di secoli ancora più letteralmente bui del medioevo.

Eccolo qua, il mitico pitoto. Un po' nascosto, perché bisognerà fare un po' di fatica per trovare le vestigia del passato, no?

Eccolo qua, il mitico pitoto. Un po’ nascosto, perché bisognerà fare un po’ di fatica per trovare le vestigia del passato, no?

Incisioni rupestri e rurali: gallinelle di montagna razzolano tra le incisioni

Incisioni rupestri e rurali: gallinelle di montagna razzolano tra le incisioni

Passeggiando tra le incisioni, con un senso di pace a cui anche le nuvole contribuivano, ho pensato anche a tutti i nostri antenati che hanno visto queste incisioni senza saperne il valore, magari semplicemente inseguendo le galline che stavano per entrare nell’orto (quello dell’altro post). Cosa avranno pensato del piccolo pitoto che si nasconde tra le pieghe della roccia? Come sempre gli abitanti del luogo ci hanno convissuto a lungo prima che arrivasse qualcuno a dirgli che erano delle testimonianze così importanti da importare anche all’Unesco.

La rosa camuna. Simbolo delle incisioni rupestri e anche della Regione Lombardia

La rosa camuna. Simbolo delle incisioni rupestri e anche della Regione Lombardia

Unesco o no, i Camuni sono giustamente orgogliosi di portare i segni del passato. E la rosa camuna è il simbolo della Regione Lombardia, seppure graficamente reinterpretato.

E io sono felice, cara Virginia, di avere finalmente potuto vedere le incisioni da vicino, meravigliarmi della loro bellezza e in qualche caso toccarle con mano, grazie a #mmland2013. Ma qui non vorrei cominciare a parlare di un altro senso prima che sia il suo momento…

Yours admiring Antonia

La valle dei segni: un fervore di progetti per tutti e 5 i sensi

Un orto vicino al sito di incisioni rupestri.

Un orto vicino al sito di incisioni rupestri.

Si dice anche l’occhio vuole la sua parte. Ma gli altri sensi non sono da meno. Se ti metti in viaggio, cara Virginia, i 5 sensi si allertano e si aspettano di essere stuzzicati, coinvolti, chiamati a rispondere e dare un verdetto. Mi piace o non mi piace?

Che la mia risposta sulla Valle Camonica sia sì mi piace non ti sorprenderà. Ma quando mi sono anche chiesta come potevo rappresentarti il fervore di progetti che abbiamo trovato, e come questi possano piacere senza fatica a tutti e 5 i sensi, beh mi è venuto in mente l’orto. Quello che ho fotografato vicino al parco archeologico di Seradina-Bedolina. Ora un orto rappresenta il lavoro e il nutrimento, ma anche la varietà dei sapori e dei profumi; rappresenta la sapienza e l’evoluzione dell’uomo; rappresenta il piacere di toccare i frutti della terra. E siccome l’orto stava vicino ad una casetta rusticamente carina, mi è venuta in mente la canzone di Lucio DallaAttenti al lupo” che comincia con “C’è una casetta piccola così”, te la ricordi Virginia? Ecco il video:

 

A parte la divagazione, i 5 sensi saranno quelli che guideranno i nostri prossimi 5 racconti dalla Valle Camonica: #mmland2013.  Ricordo ai nostri amici lettori e viewers, occasionali e abituali ,che è un concorso e ci dovete votare, sarebbe carino! Questo il link dove trovate i nostri post. Mettete il vostro like e fatelo mettere agli amici!

Un grazie piumoso!

Yours Antonia

Cara Antonia, tu sai già che per natura e vocazione mi diletterò di alcuni dei post e non di tutti. Del resto, come recita il titolo del nostro concorso: a ciascuno il proprio segno….

Virginia

Zygmunt Bauman: conferenza liquida

Cara Virginia, dall’inventore della metafora della Modernità liquida, cos’altro ci si poteva aspettare se non una conferenza avvolgente e liscia come un liquido? Parlava un inglese pulito e preciso ma con un accento molto forte (polacco, I suppose). Parlava con una calma e una semplicità che mi hanno incantato.

Guardate che meravigliosa espressione ha Zygmunt Bauman

Guardate che meravigliosa espressione ha Zygmunt Bauman

E se è vero, come diceva qualcuno di quelli che non la trovano mai pari, che non ha detto nessuna novità folgorante, è vero che il senso complessivo che arrivava dal suo discorso era che internet è quello che è, uno strumento che ci dà e ci toglie, bisogna solo saperlo, e che della rivoluzione digitale nel mezzo della quale ci troviamo non possiamo prevedere le conseguenze.

Ed ecco l'espressione di Martin Lutero...

Ed ecco l’espressione di Martin Lutero…

Con grande nonchalance ha raccontato che di sicuro  Gutemberg, quando ha inventato la sua macchina da stampa, non sapeva e non poteva sapere che un certo Lutero l’avrebbe usata per far leggere la Bibbia a tutti, e che la Chiesa se la sarebbe presa così a male da combattere guerre religiose per 100 anni…

E noi, sì, speriamo che la nostra rivoluzione digitale non sia cruenta e non ci stritoli. E come sempre possiamo fare il nostro pezzetto, occuparci della nostra vita, darle un senso, affrontare le difficoltà che ci si parano davanti e magari alla fine essere anche soddisfatti, se non felici, di quello che abbiamo fatto.

Certo che differenza, Virginia, rispetto ai sociologi di quando studiavo io, quelli della scuola di Francoforte  o anche il mitico Pierre Bourdieu, che dovevi leggere i loro libri tre volte prima di aver capito di cosa stavano parlando, che ci si faceva sopra dei seminari decifrandoli. Com’è cambiato il mondo da allora: i sociologi di 30 anni fa non avrebbero mai pensato di parlare d’amore (a parte Alberoni, che però l’ha fatto dopo)!

Grazie a Meet the media guru per averci portato Bauman!

Admiring Antonia

Cara Antonia, Bauman mi è sempre piaciuto per la semplicità con cui spiega cose complesse e legge i nostri tempi a volte eccessivamente complicati. Mi dico che spesso è la calma e la semplicità a dar luce al caos. Se abbiamo paura, non c’è altro modo per sedarla, che attraversarla tutta, respirando profondamente in modo da calmare il battito impazzito del cuore. Personalmente son convinta che nonostante gli anni di evoluzione il genere umano abbia lati oscuri, che zampillano e azzerano l’evoluzione, talvolta. Quindi a volte la paura dell’ignoto mangia l’anima, come disse Fassbinder nel suo film, ma io direi anche che fa crescere e che le rivoluzioni servono, cruente o meno. La variabile è il senso critico, quello che ciascuno di noi può mettere e perchè no, un pò di buone maniere.

Virginia

Assaggi dalla Valle Camonica

Cara Virginia, incredibile ma vero ho già scaricato le foto dalla macchina fotografica! Lo so che non te lo aspettavi, i miei tempi medi sono lunghi come le ere preistoriche raccontate nelle incisioni rupestri della Valle Camonica. Ma questa volta ho stupito tutti, me stessa in primis.

E quindi ti dedico questo post di assaggi da Multimedia Land, #mmland2013, in tutti e per tutti i sensi.

Un paesaggio dall'auto, nel viaggio di andata. Nebbie e panorami intravisti, molto suggestivi. Foto di Virginia (io guidavo...)

Un paesaggio dall’auto, nel viaggio di andata. Nebbie e panorami intravisti, molto suggestivi. Foto di Virginia (io guidavo…)

Questi sì che sono assaggi, specialità salate in una piccola, deliziosa cantina. Preparate dal ristorante Sloppy

Questi sì che sono assaggi, specialità salate in una piccola, deliziosa cantina. Preparate dal ristorante Sloppy

Biscottini di ogni genere per chiudere in dolcezza. Sempre nella cantina, sempre di Sloppy

Biscottini di ogni genere e la già citata spongada per chiudere in dolcezza. Sempre nella cantina, sempre di Sloppy

Antonia the photographer (si fa per dire)

Cara Antonia, gli assaggi son stati assai graditi. Rivedere le foto mi ha riportato in Valle e, senza scomodare Proust, ho in bocca il sapore dei formaggi camuni, Rosa Camuna in testa, ma anche una Malghetta di Capra di cui mi sono approvigionata per non rimanere senza. Che dire della passione del signore di cui non ho chiesto il nome per pudore che con pazienza e, oserei dire, passione spiegava le combinazioni delle marmellatine da degustare con questi formaggi. Ecco una parola che mi torna spesso in mente, associata alla nostra gita in Valle Camonica è proprio la passione, un amore profondo per la propria terra, anche per la fatica che ti costringe a fare per darti i suoi frutti. Ma che nel caso della Valle Camonica, ad una cittadina come me, solleticano il gusto, il tatto e la vista. E ti coccolano, con amore.

Virginia