La casa dell’acqua a Milano

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La caa dell’acqua in via Morgagni a Milano

Cara Antonia, oggi ti racconto una storia, di quelle che non si ha tempo di ascoltare se non perchè stai facendo un’altra cosa. Già da un pò il comune di Milano ha realizzato una casa dell’acqua in città, in ritardo rispetto ad altre amministrazioni dell’hinterland: ora per chi non ne ha mai vista una, è una sorta di pannello enorme con uno schermo sul quale passano costanti news dal comune e dal quale, grazie a dei magici pulsanti e delle fontanelle, puoi portarti a casa sei litri di acqua a scelta, tra gasata e naturale. Il tutto purchè tu abbia la tessera sanitaria. E qui scatta l’insolito: più di una volta ho visto signore e signori in coda cedere un mezzo litro della propria acqua a chi era senza tessera. Lo sbotto, se c’era, era sulla classica fase: “Ma me lo potevi dire prima?!”, ma mai nessuno si è rifiutato di cedere parte della sua spettanza d’acqua a chi la chiedeva con l’aria indifferente di chi fosse al bar. Ma che al bar non era, perchè la casa dell’acqua è un servizio al cittadino, apparentemente gratuito, ma strettamente legata all’essere residente a Milano, credo.

Strane storie di varia umanità: del resto giusto vicina c’è una bocciofila all’aperto, tra le ultime rimaste a Milano, e attivissima…

Virginia

Eh, sì, cara Virginia, ho ben presente dove sta la bocciofila all’aperto, perché quando passi in macchina da quelle parti (via Morgagni, per essere precisi) vedi un concentrato di pensionati e vari attempati che gioca, e non solo a bocce, perché ci sono anche i tavoli della dama e degli scacchi! Viene voglia di fermarsi, di avere raggiunto una certa età e la pace dell’anima (lo so, lo so che la pace dell’anima non si raggiunge con l’età, ma magari ci si avvicina, no?), di potersi permettere e di potersi accontentare di giocare, con un tempo diverso.

La casa dell’acqua non l’avevo mai notata. Ne avevo vista una a Como, a pagamento, ma che meraviglia riempirsi la bottiglia di acqua frizzante sotto il rubinetto! Roba da bambini. E ritorno al tempo: perché anche andarsi a riempire le bottiglie in un luogo pubblico fa parte di una gestione del tempo più libera ma anche più ordinata. Chissà, forse questa crisi che ci fa tanto male su questo fronte ci potrebbe fare anche tanto bene… agli ardui la postera sentenza!

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