Dove deve stare il passato?

Cara Virginia, oggi ti scrivo dei pensieri sul passato e il suo posto.

Mi vengono da due parti: uno è il post della nostra amica ciabattinadx, che commenta il vizio diffusosi su Facebook di postare sugli album degli amici delle foto emerse dritte dritte dall’adolescenza, con si può immaginare quali effetti, e l’altro sono i libri, molti libri, in cui qualcosa emerge dal passato con conseguenze imprevedibili e non sempre piacevoli.

una freddura per alleggerire il tema...

una freddura per alleggerire il tema…

Dove lo mettiamo, il passato? E soprattutto, resta dove lo abbiamo messo? Chi ha il diritto di tirarlo fuori? Si può scegliere se tirarlo fuori o lasciarlo dov’è? Certo lo so il passato non è tutto uguale: ci sono vergogne brucianti e occasioni perse, ci sono dolcezze struggenti e risate non più condivisibili. C’è di tutto ed è difficile da tenere in ordine non solo per i disordinati come me.

E per quanto sia d’accordo con ciabattinadx che la privacy anche del passato dovrebbe essere sacrosanta,  è pur vero che Facebook ha permesso a molti di noi di rispondere al “che fine ha fatto quel tizio – quella tizia?”. In un certo senso Facebook si basa proprio sul nostro passato… un’altra postera sentenza a cui gli ardui devono rispondere!

http://ciabattine.wordpress.com/2013/11/22/ossignore-ma-quella-cessa-industriale-sei-proprio-tu/

Meditative Antonia

Un telefono che vale la pena di conservare (non in fondo al lago)

Cara Virginia, stamattina Facebook mi ha portato un bel link che voglio condividere con te, ringraziando prima Giorgio Boatti che l’ha condiviso a sua volta.

Si tratta di questo: a parte quei telefoni che finiscono nel lago di Big Bear Lake e non sappiamo quando verranno ritrovati, cambiamo il nostro telefono perchè si è rotto, o più spesso perché è stata rinnovata una piccola parte, e in questo modo stiamo producendo una gran quantità di spazzatura tecnologica (che è assai peggio della spazzatura tradizionale). Phonebloks è un progetto di telefono assemblabile open source, con cui crearsi un telefono su misura, in cui i singoli pezzi possono essere sostituiti e aggiornati, ma il telefono rimane. Certo un titolo che dice Forget Samsung e Apple per una che ha Apple da quando ha cominciato ad avvicinarsi ad un computer è un colpo al cuore. Ma tutto cambia e forse anche noi. E la mancanza di Steve non poteva non avere conseguenze…

Per cui ti propongo questo: diamo la nostra voce al progetto Phonebloks attraverso Facebook e Twitter!

By the way: il filmato è molto carino!

Conscious Antonia

Cara Antonia, sai quanto io sia technology addicted…ma quest’idea mi piace e molto. Sempre per parlare di memoria: ho in casa una scatola con vecchi telefoni che non ho il coraggio di buttare, oltre che per  il terrore di aggiungere elementi da smaltire in questo pianeta in sovrappeso di scarti. Però le cose si rompono e questa soluzione che propone Phoneblocks sembra rispondere appieno al problema. Ma risponde anche alla domanda di aumento delle performance cui la tecnologia di una casa o dell’altra ci stanno abituando o la riflessione che nasce dal progetto di Phonebloks è: “torniamo a telefoni che facciano i telefoni”?

telefono_rotella

Scritto per inciso: nella scatola c’è anche questo telefono

Capito questo, aderisco…eccome!

Virginia

La grande bellezza: non si risolve in fretta

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manifesto del film “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino

 

Cara Antonia, vedere la Grande Bellezza di Paolo Sorrentino e rimanere stordita è stato tutt’uno. Non sono stata in grado di dire se il film mi fosse piaciuto, almeno per tranquillizzare il gusto del commento a caldo. Mi son resa conto che dire se mi piacesse o meno il film non bastava: ero stata attratta e respinta, schiaffeggiata e coccolata. E non capivo che cosa mi potesse piacere: la vecchiaia, la saggezza che sembra presunzione, il grottesco e la volgarità, il rimpianto per le occasioni perdute, il rammarico per lo spreco e la mancanza di memoria? Forse nessuno di questi stimoli può piacere per se stesso, mi son detta. E infatti quello che non era il caso cercare nel film era la storia, quella tessuta e intrecciata. Ma la storia raccontata per immagini, le immagini che di per sè sono storie e citazione di altre storie che sollecitano la pigra memoria. E quindi con il “mi piace” o non “mi piace” questo film non ha nulla a che fare; ha a che fare con il cinema e solo per caso ha anche qualcuno dei dialoghi più brillanti che abbia recentemente sentito: con un’iperbole, Tony Servillo, soprattutto,  potrebbe tacere per tutto il film e raccontare la stessa storia. Roma e gli altri interpreti dicono molto senza troppe parole.

http://www.filmtv.it/film/52594/la-grande-bellezza/trailer/9376/trailer-ufficiale/

Cara Virginia, mi viene da cominciare con una stupidaggine: come quella triste pubblicità della banca “costruita intorno a te” questo film è veramente costruito intorno a Tony Servillo. Che non è giovane e non è bello ma di un fascino raro. Però concordo che non è un film di cui puoi dire mi piace o non mi piace a botta calda. E già questo è un buon risultato, perché non possiamo ridurci a quel pollicino in su che da Facebook si sta insinuando nelle nostre capacità (o incapacità) di giudizio. E concordo che ti lascia stordita, se non altro per l’abbondanza e la generosità del contenuto. E poi la musica, che ho ancora nelle orecchie. Roma era meravigliosa come nella realtà, e motivi per pensare ce ne regala a iosa. Alla fine, cosa chiedere di più a un film?

Dazed Antonia