Letti davvero o per finta?

Cara Virginia, eccomi a sottoporti un quizzettino che viene dai nostri amici di Finzioni e prima ancora dallo stimato The Guardian.

L’articolo del Guardian ha avuto ben 1263 commenti (noi ci accontenteremmo di 3 o 4…).

Una bella libreria di una bella casa dove sarebbe bello fermarsi a leggere

Una bella libreria di una bella casa dove sarebbe bello fermarsi a leggere

Pare che ci sia un sacco di gente che dice di aver letto libri che in realtà non ha letto affatto. Qualche volta li ha nella libreria: del resto anche a te sarà capitato che ti chiedano, guardando i tuoi libri, ma li ha letti tutti? Che fa pensare a uno che ti guarda nella dispensa o nel frigorifero e ti dice: ma lo mangerà tutto quel cibo? Claro che sì…

In ogni caso ecco la lista del Guardian, con tanto di percentuali:

Io confesso fin da subito di non aver letto Il signore degli anelli (nè rientra tra i miei progetti leggerlo), Il buio oltre la siepe e di aver cominciato Grandi speranze (ma non ho troppa speranza di finirlo, avendolo scelto in inglese e trovandolo piuttosto ostico).

E tu Virginia?

Curious Antonia

Cara Antonia, eh eh la domanda è ardua. Della lista ho iniziato due volte Guerra e Pace e non son andata mai oltre la trentesima pagina; stessa sorte per il Signore degli anelli. Dopo aver visto il film tratto da Il buio oltre la siepe, ho avuto per anni il terrore di leggerlo e quindi non l’ho mai letto. Confesso di aver letto tutti gli altri, ma troppo presto nella mia vita di lettrice e quindi ricordo poco. Quindi li ho letti per finta? Da qualche parte, nella memoria, saranno…

Lanciamo  il nostro sondaggio personale su titoli più nazionali? E lasciamo che le nostre amiche e i nostri amici aggiungano a piacere il titolo che gradiscono?

Virginia

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Mantova Festivaletteratura: post in contumacia 3, la scuola secondo Affinati

Cara Virginia, eccomi ad un’altra, ma forse ultima, puntata sul Festivaletteratura di Mantova. Qui parliamo di scuola, partendo dal libro Elogio del ripetente di Eraldo Affinati. Un titolo che dice tutto, in un certo senso, ma apre anche porte che in genere si preferisce non aprire. Affinati resta lo stesso sia che si trovi intorno ad un tavolo con quattro blogger, sia dietro ai microfoni di Farenheit, sia davanti a 300 persone nel cortile di un palazzo storico di Mantova.

Eraldo Affinati durante l'incontro con i blogger Jacopo Cirillo di Finzioni, Patrizia La Dagadi Le ultime 20, Claudia Consoli di Critica Letteraria e Laura Pezzino di Bookfool

Eraldo Affinati durante l’incontro con i blogger Jacopo Cirillo di Finzioni, Patrizia La Daga di Le ultime 20, Claudia Consoli di Critica Letteraria e Laura Pezzino di Bookfool

E’ sempre preciso, accurato ma anche caldo e appassionato. Qui sotto trovate delle citazioni limpidissime raccolte su Twitter.

tweet su Affinati

Si vede che le cose che racconta le ha vissute tutte e non si è risparmiato. Si vede che ad una scuola diversa, in cui ci sia un tablet per tutti, in cui si leggano i libri e non i commenti ai libri, in cui chi fa lo sforzo titanico di uscire da un contesto disagiato (per usare un eufemismo) non va confuso con chi ha la scuola in casa, non solo ci crede ma ci lavora davvero, tutti i giorni, con le sue possibilità (e tu sai, Virginia, che io credo molto nelle possibilità di ognuno di noi di produrre dei cambiamenti) e con la sua energia (che sembra inesauribile). Ci sono echi di Don Milani, certo, ma mi è piaciuta molto la convinzione che i libri, la letteratura, servono soprattutto a quelli che ne sono più lontani: i ripetenti per esempio.

Admiring Antonia

Mantova Festivaletteratura: post in contumacia 1, ovvero nonna blogger in trasferta

Cara Virginia, ecco una nuova serie di post in contumacia, questa volta dal Festivaletteratura di Mantova. Istituzione ormai ventennale, non si poteva mancare.

Un'immagine di Mantova con un tendone per gli eventi di Festivaletteratura

Un’immagine di Mantova con un tendone per gli eventi di Festivaletteratura

E poi come sai ho partecipato a Blogger vs Blogger organizzato da Finzioni. Confesso che mi sentivo un po’ una nonna blogger, visto che erano tutti giovanissimi. Ma è questo il bello della rete, ti dico proprio da nonna, che questi ragazzi hanno uno strumento potente e duttile e aperto tra le mani, e ne fanno gran uso. Infatti con me c’erano La Balena Bianca, Con altri mezzi, Pool Magazine, Ventiseibarrato, El Aleph, Lahar Magazine, Parole e dintorni, Inutile e ovviamente Finzioni. Non ricordandomi tutti i nomi rimando ai blog o siti o webzine, perché molti dei presenti erano blog collettivi o webzine, alcuni addirittura riviste letterarie in carta. Così sono tornata a casa con tante cose da leggere, che si sommano ai libri comprati e a quelli accumulati e insomma è un processo infinito, ma questo lo sapevi. Ed è stato diverente, per questo clima irriverente che Finzioni ha portato nel mondo dei libri: i libri li abbiamo messi sulla bilancia, le morali le abbiamo twittate, la gara di ignoranza non aveva un vincitore. E poi c’era 20 lines, bella idea di incipit di 20 righe che chiunque può continuare, fino a creare una storia collettiva.

Eccoti ed eccovi a tutti gli amici un post pieno di link, e quindi di idee e spunti per tutti. Quanto alla cronaca mantovana, continua domani. Non aspettatevi tortelli e cappone, perché con 30 gradi e l’80% di umidità (che in loco è comunque standard) non ci se la può proprio fare!

Antonia back from Mantua

Cara Antonia, aspetto in trepidante attesa i racconti della contumacia intanto. Poi da quanto dici mi pare che fermento ci sia stato e ci sia anche nel mondo dell’editoria che si avvicina alla rete. Come tu sai, lo dico ai nostri amici, io amo la circolazione delle idee e secondo me non ce n’è mai abbastanza. Quindi, blogger di tutto il mondo, uniamoci!!!!

La comunicazione: dipende dai loghi

servi in tutto il mondo

Una scritta senza logo

Cara Antonia, oggi porto questa simpatica insegna. Ovviamente è un gioco di immaginazione: appositamente non ho fotografato il logo che accompagna la frase – il claim direbbero i pubblicitari. Il motivo è semplice: leggendolo così, astratto dal suo contesto ha tutto un altro significato. Mi sono immaginata la triste realtà di lavoratori e cittadini costretti alla schiavitù, sebbene teoricamente cancellata da qualche decennio di lotte e proclami supportati dalla fratellanza universale. Tant’è; l’effetto che ne esce è un’esortazione a metà: Servi in tutto il mondo, unitevi? liberatevi? insomma che devon fare? Tutto per dire: attenzione alle traduzioni troppo letterali.

ps: se riconosci il motto, svela la compagnia che la usa. Chissà se qualcuno dei nostri amici ha voglia di svelare il mistero.

Virginia

Cara Virginia, mi sa che ci ha messo lo zampino anche la qualità dell’esecuzione: quella t che era fondamentale, perchè da servi ci/li/vi trasformava in serviti, se l’è portata via la pioggia o il sole o tutti e due! Come se la realtà si prendesse la rivincita sugli sforzi di apparire quello che non si è, e sulla frenesia del risparmio che ha preso le aziende negli ultimi tempi…  E’ interessante però come l’effetto sia andato al di là di quello voluto: l’azienda, di cui mantengo l’anonimato anche se è facile intuire chi potrebbe essere, è finita pure sul nostro blog!

Blogger vs Blogger

Blogger vs Blogger

Che, ricordiamo a tutti gli amici, stasera sarà a Mantova al Festivaletteratura, ospite e sfidante di Blogger vs Blogger. Con una piuma sola, è vero, ma mai spiumato!

Communicating Antonia

Zadie Smith: concerto per blogger e voce sola

Zadie Smith a Roma mentre parla con i blogger

Zadie Smith a Roma mentre parla con i blogger

Zadie Smith e i blogger al lavoro

Zadie Smith e i blogger al lavoro

una foto di gruppo di Zadie Smith con i blogger

una foto di gruppo di Zadie Smith con i blogger

Cara Virginia, lunedì scorso a Roma ho avuto il privilegio di assistere ad un incontro tra i blogger Silvia Dall’Amore di Finzioni, Giuseppe Fantasia dell’Huffington Post (che non ha ancora scritto il pezzo e non lo posso linkare!), Gloria Ghioni di Critica Letteraria, Lugi Ippoliti di Flanerì e Patrizia La Daga di La ultime 20 (in ordine alfabetico) e Zadie Smith. L’occasione era la pubblicazione dell’ultimo libro, NW, shortlisted per l’Orange Prize in Gran Bretagna. E’ stato davvero come ascoltare un concerto.

Come ho detto in altre occasioni, mi piace come i blogger affrontano questi incontri: chiedono quello che veramente gli preme, fanno le connessioni che gli vengono in mente, osano e volano. Sono se stessi, sono dei lettori, sono anche degli esperti. Ma sono liberi, rendono conto solo a se stessi e al loro pubblico, che ovviamente li segue perchè ci trova qualcosa che gli corrisponde. Per cui gli incontri sono caldi, veri, stimolanti. Zadie Smith ha una voce profonda, consona al suo modo di rispondere, pacato, pensoso. Ha vissuto in Italia e quindi a un certo punto le domande erano fatte in italiano e le risposte in inglese. E io non ho avuto il coraggio di chiederle come fa ad annodarsi intorno alla testa quei foulard che la rendono così unica anche nell’apparenza.

Il reading di Zadie Smith alla basilica di Massenzio a Roma per il Festival delle letterature

Il reading di Zadie Smith alla basilica di Massenzio a Roma per il Festival delle letterature

Infine, mi resta molta invidia per chi, come la mia amica Chiara Ferrero che sta a Roma, si è potuta godere lo spettacolo del reading di  Zadie Smith alla basilica di Massenzio per il Festival delle letterature. Con un turbante da sera, come si vede dalla foto qui sopra, che proprio Chiara mi ha mandato.

Delighted Antonia (again)