Io sono il capitano della mia anima

Cara Virginia, non abbiamo a suo tempo dato l’addio a Nelson Mandela, che pure è tra le figure indimenticabili della nostra vita e del nostro tempo.

Una bellissima foto di Nelson Mandela

Una bellissima foto di Nelson Mandela

Lo faccio ora, con un ritardo che a lui certamente non importerà, con la parte conclusiva di una bella poesia, che mi ha mandato un’amica: viene da Invictus, film che non ho visto ma che, come proposito per il nuovo anno, vedrò.

Non importa quanto stretto sia il passaggio
Quanto piena di castighi la vita
Io sono il padrone del mio destino
Io sono il capitano della mia anima.

Direi che questo è un buon modo per augurare buone feste ai nostri lettori (magari scriviamo ancora nei prossimi giorni, ma just in case gli auguri li facciamo subito).

Antonia at the end of the year

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La meditazione, quella seria

Lievitazione_galleria_milano
Cara A., questa te la devo proprio raccontare. Ecco che cosa ho visto mentre sfrecciavo in bicicletta in Galleria, a Milano. Due uomini, piccoli nel corpo, con un’apparente mente potente. Giuro, da brava occidentale che ha visto più di un film su Houdini ho girato intorno; ho cercato il famoso filo invisibile. Dunque: non l’ho trovato, ma mi sono ricordata i racconti delle mie amiche buddiste sulla forza della meditazione, sulla capacità del pensiero che rasenta l’incredibile, per noi che abbiamo sempre maggiori disturbi dell’attenzione. Mi dicono che i lama, questo il nome dei “sacerdoti” buddisti, sono in grado di astrarsi dal proprio corpo; compiono  viaggi senza l’ausilio del corpo o di altri mezzi di trasporto convenzionali. Tutto con l’esercizio della concentrazione e della meditazione. Tanto che alla morte di un lama si attendono altri segnali oltre all’arresto delle cosiddette funzioni di base quali il respiro e l’arresto cardiaco. Si attendono molti giorni  per decretare effettivamente il decesso e dare avvio alle cerimonie funebri, con una pietà ed un cordoglio di cui son curiosa. Come della meditazione, che sembra un’arte tra le tante in via d’estinzione. Che non se ne abbiano i buddisti, gli uomini ritratti nella foto sono fachiri.

V.

Cara Virginia, interessante davvero, sembra un seguito delle nostre considerazioni di ieri sulla leggerezza. Anche se qui la leggerezza è l’altra faccia della potenza. E della potenza dello spirito, come mi viene da chiamarlo (perché mi sembra un termine che abbracci tutto quello che è immateriale, che è dentro di noi, e dunque non solo il pensiero) ci sono anche manifestazioni meno spettacolari ma altrettanto incredibili: che dire degli anni di sopravvivenza di Nelson Mandela in una prigione, indomito e indomabile? O di altri spiriti, e corpi, sopravvissuti nelle condizioni più intollerabili, di cui sono rimaste tracce nei libri e nella storia?

Obliging Antonia