Ordine: una parola controversa (su cui cominciamo subito a non essere d’accordo)

Cara Virginia, Milano ha la fama di essere ordinata. Ora a parte essere questa una definizione discutibile e sottoponibile al test “definire ordinato, prego”, ho visto stasera un fantastico esempio di ordine e disciplina e disastro. Sceneggiato inglese, Parade’s End, tratto dal libro di Ford Madox Ford (recensito abbastanza recentemente dal  Guardian, non trovabile in italiano). Ambientazione prima guerra mondiale. Esercito: ordine, disciplina, gerarchie, ognuno al suo posto. E il risultato, in una meravigliosa scena che dura poco più di dieci minuti e sintetizza quattro anni di guerra, sai qual è il risultato cara Virginia? Il caos. Tutti arrabbiati, chi sta sopra con chi sta sotto e chi sta sotto con chi sta sopra. Tutti hanno un ruolo preciso, ricevono e danno ordini, ma non sanno cosa fare, lo fanno male, non riescono a farlo. Tutti conoscono il loro posto e il posto degli altri, ma non serve a niente! E tutto questo lo racconta uno che in quel tempo ci viveva e non era neppure rivoluzionario! Roba da farci sembrare dei dilettanti, noi che stiamo nelle aziende e ci lamentiamo del disordine e della disorganizzazione. E da dire cara Milano, non essere troppo ordinata!
Tua Antonia

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