La valle dei segni: l’olfatto ovvero il senso dei sensi

Cara Virginia, eccoci giunte al nostro ultimo post sulla Valle Camonica. Diamo addio a questo bel posto e questa peculiare esperienza con un senso che per me li evoca e li raccoglie tutti: l’olfatto.

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Non sei convinta? Eppure per me l’olfatto è il senso che non tradisce, quello che con più immediatezza dichiara cosa mi piace e cosa no, quello che è più difficile ingannare.

E’ il senso della memoria, cristallizzata nelle madeleine di Proust ma di cui ciascuno di noi potrebbe fare un lungo elenco: per me, la crema che mia zia ci spalmava quando ci portava a sciare sul ghiacciaio dello Stelvio (non tanto lontano dalla Valle Camonica) in estate o il fieno appena tagliato. E’ il senso della scelta, quando una voce sotterranea ti dice di stare lontano da qualcuno perchè non te ne piace l’odore. E’ il senso del gusto, perché un cibo o un vino prima si annusa e poi si mangia o beve. E’ il senso della misura, il sudore di quando si sta esagerando e il detto il troppo stroppia.

Un'altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

Un’altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

E di profumi e odori la Valle Camonica ce ne ha regalati tanti. Aspettiamo quando Internet avrà la funzione “dowonload smell” e intanto salutiamo la Valle e i suoi abitanti accoglienti, diffondendone le bellezze e le sorprese con amici parenti e conoscenti!

Yours Antonia #mmland2013

Il profumo dei tigli

Un tiglio solo: frondoso e così ricco che ti viene voglia di rifugiarti sotto la sua ombra

Un tiglio solo: frondoso e così ricco che ti viene voglia di rifugiarti sotto la sua ombra

Cara Virginia

È qualche giorno che a Milano si sente il profumo dei tigli. Ci ho messo un po’ a riconoscerlo, con quella dolcezza un po’ stucchevole che ricorda l’honeysuckle dei romanzi romantici inglesi. Sentivo quel profumo, e mi dicevo l’ho già sentito e che cos’è. E poi a un tratto mi sono ricordata: che quando abitavo a Pisa e andavo a scuola, la scuola era in fondo ad un viale di tigli. Alberi voluminosi, pieni di fronde, e con questo odore dolce, denso, e forte perché se poi li guardi, adesso che hanno i fiori non ancora fioriti e di quel verde tenero da bambini, ne hanno tantissimi. E il profumo a me sembra restasse per tutta l’estate, e anzi mi sembra di ricordare che quando si tornava a scuola, ed era ottobre, quel profumo aleggiava ancora, come un avanzo d’estate.

Ecco, mia cara, il bello di non essere più giovani. Che proustianamente un pezzo della tua vita riemerge, e se ancora non aveva trovato un posto nel racconto della tua memoria, glielo puoi trovare. Magari usandoti la dolcezza che da giovane aborrivi, come quella dei tigli.

Remembering Antonia

Cara Antonia, forse è l’estate finalmente arrivata anche se le previsioni dicono che sarà un’estate intermittente. Tuttavia a me l’estate fa l’effetto “rinfresco memoria” e quindi mi trovi d’accordo su tutta la linea. Odori, colori e suoni che ricompongono la colonna sonora e la cornice di azioni quotidiane ripetute appunto in luoghi e tempi diversi da quelli presenti. Luoghi che si sono persi perchè fisicamente collocati altrove. Ma poi un profumo, una luce e sei di nuovo in quel luogo, con la saggezza del tempo passato nel frammezzo. Si, si e la dolcezza è una forma di saggezza.

V.