Realtà aumentata, oppure no. Considerazioni sui Google Glass

Cara Antonia, si comincia a parlare in modo più esteso della Realtà Aumentata anche in Italia. E lo dico con un certo fastidio per la lentezza con cui i nostri sistemi di telecomunicazione si aggiornano e stanno al passo con l’evoluzione. Nonostante la scarsa diffusione del Free Wifi e la giungla di operatori telefonici e delle relative tariffe, ieri sera, grazie all’evento organizzato da Meet the Media Guru abbiamo visto un noto programmatore di Google alle prese con gli occhiali tecnologici che sostituiscono tutto o in parte lo smart phone. Con gli occhiali sul naso puoi fare le stesse cose: telefonare, cercare un indirizzo, mandare un messaggio, fare filmati…tutto senza mani, con la sola voce. E accorciare ancora le distanze nel caso tu fossi un luminare della chirurgia e volessi condividere con i tuoi colleghi all over the world le tecniche di un difficilissimo intervento.

Ecco a voi in tutto il loro splendore i Google glass

Ecco a voi in tutto il loro splendore i Google glass

Sia chiaro, sappiamo anche noi che la realtà aumentata è un’evoluzione dei contenuti e di un nuovo marketing e che mai come in questo periodo storico – ne siamo una dimostrazione anche noi blogger- ciascuno è autore di contenuti a partire dal proprio punto di vista. Con una battuta mi viene da dire, la realtà va vista con occhiali diversi a seconda del difetto ottico che si ha. I Google glass aiuteranno anche chi è già miope di suo e deve indossare occhiali multifocali per il trascorrere dell’età?

Cara Virginia, era divertente ma anche un po’ alienante vedere lo sviluppatore dei Google glass (uno dei, pare che siano 1500) che parlava da solo, “ok google”, “ok picture”, “ok directions” a seconda di quello che voleva fare, e ricevere prontamente una risposta.

Ma, a parte che mi chiedo se abbiamo veramente bisogno di aumentare la realtà (a me direi che quella che ho basta e avanza), mi viene in mente la stracitata ma sempre vera considerazione della volpe ne Il piccolo principe: “L’essenziale è invisibile agli occhi”. I Google glass sapranno vedere l’essenziale?

la conlusione del dialogo tra il piccolo principe e la volpe

la conlusione del dialogo tra il piccolo principe e la volpe

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ValComunica e la realtà aumentata

Cara Antonia, abbiamo un compito e lo sappiamo. Quello di condividere il piacere e le emozioni vissute nei due giorni in Valle Camonica, grazie al progetto della Valle dei Segni e del Distretto Culturale della Valle Camonica. Quindi, volendo far un pò sedimentare le percezioni per farle diventare nuovi segni, ho gironzolato un pò su twitter. L’hashtag #mmland2013 è rimasto per 2 ore topic trend sabato 5 ottobre e questo l’avevamo già scoperto mentre eravamo in loco, a cercare di partecipare attivamente al live tweeting; noi piume siamo state meno fortunate di altri che invece hanno abbattuto il digital devide. Ma l’altra scoperta che ho fatto stamani è un’applicazione concreta di realtà aumentata, che ancora poco vedo utilizzata. Insomma cara Piuma son rimasta piacevolemente colpita che la tenacia camuna si sia spinta fino a realizzare una vera e propria applicazione per una guida Jeco promossa sul tweet di Infoscuola; il signore incorniciato è il dottor Bandera e le vette alle sue spalle si autopresentano. Quale gioco di parola più facile? la Valle Camonica è una ValComunica!

realta_aumentata_valcamonica_Jeco

Le vette si presentano, grazie alla realtà aumentata

Bella scoperta, cara Virginia! Il nome “realtà aumentata” mi ha sempre dato un po’ da pensare: non ci basta la realtà che abbiamo? Ce ne servono altre? Ma non bisogna essere così letterali, che diamine! Le applicazioni, è vero, si commentano da sé. E sai cosa sarebbe comodo? Che quando si va in montagna per davvero, ci fosse una caption che si accende sopra una cima quando vuoi sapere che cos’è… lo vogliamo proporre a Sentierando come servizio in più?

Yours Antonia