Good morning Torino

Metro_Torino_station_FermiCara Antonia, eccomi con una sintesi della mia prima giornata del Salone del libro di Torino, prima in assoluto, nel senso che non ero mai stata al salone del Libro. E per questo ho deciso di arrivarci con calma, assaporando il tempo  per raggiungere una zona della città che non conosco, in cui non ero mai stata. Ho scelto di prendere il metrò e qui la prima scoperta: tutte le banchine della linea 1 sono protette da verande. Struttura che non ho mai visto in altre metropolitane. La seconda è stata il Lingotto, che avevo sempre visto dall’esterno e mai percorso insieme alla fiumana di gente che gironzolava con il programma alla mano, segnando con attenzione gli eventi da vedere o gli autori da ascoltare. Mi è rimasto il dubbio però: perchè ci sono i gabbiotti sulle banchine dei treni?

V.

Cara Virginia, io come sai vengo al Salone da anni, mi sono familiari le folle, la distribuzione degli stand, i bar Autogrill con l’immancabile rustichella, ma il metrò proprio non l’ho mai preso. Al mio arrivo oggi, che era uguale agli altri ma diverso perché quest’anno sono anche blogger, ho cercato un taxi (a Milano si trovano e a Torino si cercano) e c’era una signora ciarlierissima che mi ha raccontato di come fosse una che pensava solo agli altri, e persino la psicologa le aveva detto che era esagerata ma che alla sua età mica poteva cambiare! Dicevamo proprio qualche post fa dell’invasione della psicologia domestica… e poi finalmente ero trai libri.

Antonia in Turin

Multitasking pre salone del libro

Cara Virginia, oggi sono sul multitasking. Non per scelta. Solo perché ho troppe cose da fare, faccio fatica a darmi delle priorità e tendo a fare un pezzo di una cosa e un pezzo di un’altra seguendo lo stimolo immediato. E faccio anche due cose insieme, ma solo perché sarebbe  più lungo decidere quale fare prima e quale dopo. Il tempo totale, si sa, è lo stesso. Certo che la tua musa ispiratrice, pur essendo inglese, la parola multitasking non la conosceva, e temo non le sarebbe piaciuta….

Underpressure Antonia

Cara Antonia, credo che a Virginia, alla quale mi ispiro per passione e non certo perché abbia modo di eguagliarla, ne direbbe malissimo. Lei aveva parlato di una stanza tutta per sé e avrebbe pagato una delle sue famose tre guinee ad un’associazione che permette l’ingresso delle donne alle libere professioni -siamo nel 1938, mica tanto tempo fa-, purchè gestito secondo la diversità delle donne. Mi sembra di riaprire la riflessione di qualche post fa, il nostro modo di lavorare è spesso soggetto al time consuming e al multitasking, due termini che nascondono spesso carenza di risorse per mancanza di profitto – reale o dichiarato che sia. Decisamente a Virginia Wolf non sarebbe piaciuto, ma si sa, il nostro tempo è affetto di costante amnesia.

Un po’ polemica V.
post it