Orti e Commenda: se una notte d’estate due blogger

La serata di scrittura e blogger al ristorante Orti&Commenda

La serata di scrittura e blogger al ristorante Orti&Commenda

Cara Virginia, ti ricorderai che eravamo state invitate a raccontare di blog e blogger alla cena che segue il corso di scrittura della creativa Antonella Fiori, il tutto organizzato dalla vulcanica Emanuela Canali (la settimana prima era una mostra, di cui vedete ancora i quadri alle pareti) al ristorante Orti&Commenda. Tu hai deciso che Scilla valeva di più, e mal te ne incolse, perchè abbiamo passato una serata deliziosa.

E’ stata bella l’accoglienza, calda, curiosa e riconoscente.  E’ stato bello raccontare, per me e penso anche per Noemi, altresì nota come Tazzina di caffé, le strane combinazioni che ci hanno portato nel mondo digitale. E’ stato ancora più bello vedere la curiosità negli occhi dei presenti. Non è sempre stato facile rispondere alle loro domande, perchè la rete è giustappunto una rete, e camminarci sopra è come camminare sui fili – fili corti e connessi, certo – e con un orizzonte senza limiti. E’ stato bello fare un brindisi alla tua presenza virtuale. E’ stato proprio bello.

Ringrazio tutti. E a te, Virginia, suggerisco di stare più attenta alle date quando ti organizzi le ferie…

 Antonia, tired but satisfied

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Una gita a Scilla

Sirena_scilla

La Sirena sull’architrave di una casa nel borgo di Chianalea, a Scilla

Cara Antonia, ti intrattengo con un breve resoconto della gita a Scilla. Volevo proprio andare a vederla questa punta estrema d’Italia, memore del vecchio adagio  “tra Scilla e Cariddi”. Un tempo lo si diceva con l’aria di chi non sa che pesci pigliare. Ma tra Scilla e Cariddi c’erano le sirene ammaliatrici, più che i pesci.

Per arrivarci, evitando l’autostrada Salerno Reggio Calabria, si attraversano molti agglomerati, alcuni carini, altri veramente brutti. Per l’incuria e la mancanza di memoria nell’edificare. Tra cui Rosarno, che mi ha intristito tanto.

Aggirandomi tra le viette del borgo marinaro, deserte a causa dell’incerta stagione, ho cercato gli scorci che forse avrà visto pure Ulisse. Sara’ questo lo scoglio dove stavano stese le misteriose cantatrici?Scilla

Cara Virginia, mi bastano queste due foto per portarmi lontano dalla scrivania e sentire il rumore del mare e il suo profumo. Dunque grazie per queste due immagini (soprattutto la seconda, così inequivocabilmente italiana).  Mi affascina sopratutto lo spunto delle sirene: che forza e che coraggio e che intelligenza doveva avere un uomo per voler ascoltare il canto delle sirene, ma nello stesso tempo farsi legare per non cadere in loro potere? Ai marinai, se non ricordo male, ha tappato le orecchie. Ma lui ha voluto conoscere, e nello stesso tempo proteggersi… Non c’è da stupirsi che Ulisse continui ad essere il simbolo di quello che c’è di valore nell’uomo.

Goditi il mare e il tempo incerto, mia cara Virginia, e respira a pieni polmoni anche per me!

Yours Antonia