Il bosco d’inverno

Cara Virginia, un breve post per raccontarti la gita di ieri. Gita breve, post breve. Molta acqua. Neve parzialmente sciolta dalla pioggia. Pioggia sottile e silenziosa, costante, come essere dentro una nuvola invece che sotto.

bosco d'inverno

Silenzio, come sempre nei boschi d’inverno, quando anche gli animali se ne stanno rifugiati e ben nascosti. Gli uccellini ad esempio, saranno tutti migrati al caldo? Le lepri hanno lasciato delle tracce, probabilmente quando questi fissati che devono camminare con ogni tempo si sono tolti dalle scatole esc0no a sgranchirsi le zampe, a cercare qualcosa da mangiare. Se non fosse così inospitale, sarebbe bello fermarsi in un bosco d’inverno a cercare dove si nasconde quella vita che poi, tra due o tre mesi, riemergerà cantando, sgorgando, correndo. E anche questo ti racconta, il bosco d’inverno: che le nuvole ci sono e possono anche decidere di fermarsi per giorni, che le stagioni non sono un’opinione (neppure le mezze stagioni), che quelle sporadiche foglie prima secche e ora zuppe d’acqua ancora attaccate al ramo fanno solo da eco alle tristezze personali. Loro sono lì e per la natura, madre natura, hanno lo stesso valore. E anche per noi, guardando bene, hanno la stessa bellezza.

Grazie a Sentierando per l’accompagnamento, per il pranzo di Natale in buona compagnia, e per le befanine che appenderemo al camino!

Antonia in a wintery mood

Il senso di Antonia per la neve

Cara Virginia, facciamo una pausa nei nostri racconti dalla Valle Camonica. Restiamo in montagna, ma spostiamoci in Val d’Aosta, dove sono stata ieri con gli amici di Sentierando.

La destinazione era la Fenetre Durand, nella Valle d’Ollomont a sua volta in Val d’Aosta, passata alla storia perché ci passò a dorso di mulo il nostro presidente (allora futuro) Luigi Einaudi mentre riparava in Svizzera durante la seconda guerra mondiale. Ho usato il verbo era, e non cito la targa che commemora il passaggio di Luigi Einaudi, perché causa maltempo noi alla Fenetre non ci siamo mai arrivati.

Ecco il paesaggio di ieri, Virginia.

Ecco il paesaggio di ieri, Virginia.

Eppure è stata una bella gita. Piovigginava mentre salivamo per i boschi, e poi o ha smesso oppure ci siamo alzati sopra la nuvolaglia che copriva la valle. Abbiamo camminato nella neve, la prima neve della stagione e una neve che potrà solo essere coperta da altra neve, perché dubito che oltre i 2000 metri possa d’ora in poi fare un caldo che la sciolga. La neve ha un profumo difficile da raccontare, molto tenue ma inconfondibile. La neve è silenziosa come nient’altro, e rende silenzioso tutto ciò che la circonda, gitanti compresi (magari è la fatica ma così suona meglio). E stare in quel paesaggio, in mezzo a quel silenzio e a quella strana insospettabile magia, era come stare in mezzo al mare e in mezzo al deserto, quello stare in un luogo che non ti spetta, che non contempla gli esseri umani se non come visitatori temporanei, di veloce passaggio, una sensazione peculiare e indimenticabile. Che mi ha ricordato il libro Il senso di Smilla per la neve (che è anche un film). L’hai mai letto o visto?

E qui c'è un allegro gruppetto che fa un picnic nella neve

E qui c’è un allegro gruppetto che fa un picnic nella neve

E dedico questo post a Sentierando, sperando che per la prossima gita possa decantare la meraviglia del sole!

Antonia in the snow

Cara Antonia, come sono ignorante e cittadina: mi sembra tanto strano ad ottobre si parli di neve. Senza ricordarmi che esistono i ghiacciai eterni (sempre meno eterni temo) e i grandi paesaggi di montagna. Più marina che montagnina, capisco ben che cosa intendi.

Ps: il senso di Smilla per la neve, l’ho letto. E non ricordo nulla della trama, ma i passi sulla neve e il fatto che ci sia un numero notevole di nomi per la neve, questo sì che me lo ricordo!

ValComunica e la realtà aumentata

Cara Antonia, abbiamo un compito e lo sappiamo. Quello di condividere il piacere e le emozioni vissute nei due giorni in Valle Camonica, grazie al progetto della Valle dei Segni e del Distretto Culturale della Valle Camonica. Quindi, volendo far un pò sedimentare le percezioni per farle diventare nuovi segni, ho gironzolato un pò su twitter. L’hashtag #mmland2013 è rimasto per 2 ore topic trend sabato 5 ottobre e questo l’avevamo già scoperto mentre eravamo in loco, a cercare di partecipare attivamente al live tweeting; noi piume siamo state meno fortunate di altri che invece hanno abbattuto il digital devide. Ma l’altra scoperta che ho fatto stamani è un’applicazione concreta di realtà aumentata, che ancora poco vedo utilizzata. Insomma cara Piuma son rimasta piacevolemente colpita che la tenacia camuna si sia spinta fino a realizzare una vera e propria applicazione per una guida Jeco promossa sul tweet di Infoscuola; il signore incorniciato è il dottor Bandera e le vette alle sue spalle si autopresentano. Quale gioco di parola più facile? la Valle Camonica è una ValComunica!

realta_aumentata_valcamonica_Jeco

Le vette si presentano, grazie alla realtà aumentata

Bella scoperta, cara Virginia! Il nome “realtà aumentata” mi ha sempre dato un po’ da pensare: non ci basta la realtà che abbiamo? Ce ne servono altre? Ma non bisogna essere così letterali, che diamine! Le applicazioni, è vero, si commentano da sé. E sai cosa sarebbe comodo? Che quando si va in montagna per davvero, ci fosse una caption che si accende sopra una cima quando vuoi sapere che cos’è… lo vogliamo proporre a Sentierando come servizio in più?

Yours Antonia

La pioggia nel pineto: gita in montagna tra le nuvole con divagazioni

Cara Virginia, ieri pioveva. Pioveva e sembrava novembre, invece che la metà di settembre. Ed era anche freddino. Ma gli intrepidi della montagna e quelli che non riescono a fermarsi hanno solo cambiato meta, bagnandosi il pelo senza perdere il vizio. Così il gruppetto di Sentierando si è avviato verso il lago di Branchino, nel profondo delle valli bergamasche.

Il lago di Branchino tra le nuvole. La stessa foto che avrei potuto fare io ieri.

Il lago di Branchino tra le nuvole. La stessa foto che avrei potuto fare io ieri.

Pioveva nel pineto che abbiamo attraversato, che non era un pineto di mare come da dannunziana memoria, ma  un bosco con tanti pini e anche faggi ed altri alberi; e la pioggia era leggera e delicata quasi, non cantava, mormorava appena. Ma alcuni ricordi di scuola sono ben attaccati, e dunque pensare al Vate era inevitabile. Peraltro dato che il Vate pubblicava per Mondadori, forse ti ho raccontato di avere letto un po’ delle corrispondenze tra Arnoldo Mondadori e D’Annunzio, che vertevano principalmente sui soldi (come quasi tutte le lettere degli autori, anche i più grandi e nobili, al loro editore), in cui Arnoldo veniva chiamato Mondadoro… d’altro canto l’edizione completa delle opere del Vate avrebbe dovuto avere i titoli e il suo nome stampati in oro zecchino!

Usciti dal pineto, comunque, e man mano che salivamo, la pioggia si diradava e le nuvole restavano sotto, emanando vapori e muovendosi appena. E poi siamo arrivati al rifugio Branchino, dove c’era un bel paiolo in cui ci hanno fatto la polenta. Emanavo umidità dalle scarpe infangate e dai capelli (molto più che the one with the messy air, come scrisse mia sorella), e il calore della cucina economica e dei piatti fumanti era davvero piacevole.

Il rifugio Branchino. Nessun dubbio che la foto non l'abbia fatta io!

Il rifugio Branchino. Nessun dubbio che la foto non l’abbia fatta io!

Ringrazio dunque Sentierando per la perseveranza nonostante le avversità climatiche, e la compagnia gitante che ha condiviso acqua, polenta e la buona stanchezza fisica. Alcuni tra gli elementi fondamentali della sopravvivenza.

Antonia che cammina tra le nuvole

Gita in montagna con panchina goethiana e orchidea

Cara Virginia, non immagineresti quali sorprese riservi la Svizzera, paese famoso per orologi, cioccolato e casseforti piene di denaro di provenienza non accertata. Dunque ieri sono andata a fare una gita (ooops, un’escursione) con Sentierando. La prima sorpresa è stata questa organizzazione scoperta per caso, che si è rivelata simpatica e piena di calore, direi addirittura affettuosa nel suo approccio con gli escursionisti e la montagna. Paolo e Claudia ci hanno portato al Passo del Sett, percorso aperto dai romani che come sappiamo non stavano fermi un attimo.

La valle per cui si sale è molto aperta e molto bella e molto verde, probabilmente anche molto frequentata, sebbene non ieri, come testimonia questa panchina che mi ha subito fatto venire in mente Goethe, i suoi viaggi e le sue meditazioni.

Una panchina da meditazione, chissà se Goethe era passato da qui

Una panchina da meditazione, chissà se Goethe era passato da qui

Un’altra meraviglia me la ha destata un’orchidea, che nella mia ignoranza mai avrei riconosciuto ma mi è stata fatta notare da un naturalista che faceva parte del gruppo. Ha raccontato anche moltissime cose interessanti su queste piante che io credevo vivere solo in climi caldissimi e umidissimi, e invece proliferano qua e là allegramente, con forme magari non del tutto visibili all’occhio.

L'insospettabile orchidea di montagna. Se la guardi da vicino i fiori hanno la bellissima forma nota. Ma sono stati ridotti e compattati per affrontare venti e camosci...

L’insospettabile orchidea di montagna. Se la guardi da vicino i fiori hanno la bellissima forma nota. Ma sono stati ridotti e compattati per affrontare venti e camosci…

Poco prima di arrivare al passo la fresca sorpresa di una fontanella: un’acqua buonissima, persino troppo fredda da bere subito (tu, Virginia, con il tuo gusto per l’acqua in forma di ghiaccio, l’avresti trovata appena tiepida) e una meraviglia da conservarsi per il pranzo all’arrivo.

E qui una certa superiorità nella conservazione e valorizzazione della montagna agli svizzeri va riconosciuta

E qui una certa superiorità nella conservazione e valorizzazione della montagna agli svizzeri va riconosciuta

Ecco la prova provata della meta raggiunta

E infine raggiungiamo il passo. Non si vede nella foto ma anche qui troviamo un’altra panchina. Facciamo il nostro picnic, ci riposiamo e c’è un fresco, un’aria leggera che verrebbe voglia di fermarsi qui. Il 3G prendeva benissimo, gli efficienti provider svizzeri avevano già preso in carico gli utenti Vodafone, Tim, Wind, Tre e quant’altro. E vicino alla fontanella c’era una malga che era stata ristrutturata con cura ed eleganza. Di un ufficio transumante che segua le variazioni di temperatura, che ne pensi?

Già, dimenticavo che sei in missione “Dal Manzanarre al Reno” e non mi risponderai, questa settimana.

Walking Antonia