Giuseppe Lupo: un dono da narratore

Carissime lettrici, carissimi lettori,casa_atellani_milano

oggi rompiamo la nostra regola della conversazione rigorosamente a due e diamo un annuncio a due voci se così si può dire. Il nostro amore per i libri ci ha portato al Salone del Libro, una gran kermesse  che per le due Piume d’oca s’è chiusa ieri. E ognuna di noi ha ricevuto doni inaspettati, ricchi dell’ energia necessaria per superare la stanchezza dei chilometri consumati tra uno stand e l’altro, delle conversazioni che avranno bisogno di essere risorseggiate per diventare nutrimento. Ma uno dei doni che bussa alla porta e ha voglia di farsi sentire è quello che ci ha fatto Giuseppe Lupo, autore del libro Viaggiatori di nuvole, storia ambientata anche a Milano. La casa degli Atellani ha un ruolo di rilievo nella storia:  per non incoraggiare la pigrizia mettiamo la pianta, invece della foto. La foto potete cercarla voi, se vi prende la curiosità.

Giuseppe ha accolto con entusiasmo di raccontarci una storia breve, da ascoltare come se il nostro Autore fosse un novello cantastorie, il narratore orale che con una tecnica tutta da riscoprire costruiva la storia, in un modo che proprio non potevi fare a meno di ascoltare.

Speriamo vi piaccia, come è piaciuta a noi,

Antonia e Virginia

Ascolta la storia di Giuseppe Lupo

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Good morning Torino

Metro_Torino_station_FermiCara Antonia, eccomi con una sintesi della mia prima giornata del Salone del libro di Torino, prima in assoluto, nel senso che non ero mai stata al salone del Libro. E per questo ho deciso di arrivarci con calma, assaporando il tempo  per raggiungere una zona della città che non conosco, in cui non ero mai stata. Ho scelto di prendere il metrò e qui la prima scoperta: tutte le banchine della linea 1 sono protette da verande. Struttura che non ho mai visto in altre metropolitane. La seconda è stata il Lingotto, che avevo sempre visto dall’esterno e mai percorso insieme alla fiumana di gente che gironzolava con il programma alla mano, segnando con attenzione gli eventi da vedere o gli autori da ascoltare. Mi è rimasto il dubbio però: perchè ci sono i gabbiotti sulle banchine dei treni?

V.

Cara Virginia, io come sai vengo al Salone da anni, mi sono familiari le folle, la distribuzione degli stand, i bar Autogrill con l’immancabile rustichella, ma il metrò proprio non l’ho mai preso. Al mio arrivo oggi, che era uguale agli altri ma diverso perché quest’anno sono anche blogger, ho cercato un taxi (a Milano si trovano e a Torino si cercano) e c’era una signora ciarlierissima che mi ha raccontato di come fosse una che pensava solo agli altri, e persino la psicologa le aveva detto che era esagerata ma che alla sua età mica poteva cambiare! Dicevamo proprio qualche post fa dell’invasione della psicologia domestica… e poi finalmente ero trai libri.

Antonia in Turin

Multitasking pre salone del libro

Cara Virginia, oggi sono sul multitasking. Non per scelta. Solo perché ho troppe cose da fare, faccio fatica a darmi delle priorità e tendo a fare un pezzo di una cosa e un pezzo di un’altra seguendo lo stimolo immediato. E faccio anche due cose insieme, ma solo perché sarebbe  più lungo decidere quale fare prima e quale dopo. Il tempo totale, si sa, è lo stesso. Certo che la tua musa ispiratrice, pur essendo inglese, la parola multitasking non la conosceva, e temo non le sarebbe piaciuta….

Underpressure Antonia

Cara Antonia, credo che a Virginia, alla quale mi ispiro per passione e non certo perché abbia modo di eguagliarla, ne direbbe malissimo. Lei aveva parlato di una stanza tutta per sé e avrebbe pagato una delle sue famose tre guinee ad un’associazione che permette l’ingresso delle donne alle libere professioni -siamo nel 1938, mica tanto tempo fa-, purchè gestito secondo la diversità delle donne. Mi sembra di riaprire la riflessione di qualche post fa, il nostro modo di lavorare è spesso soggetto al time consuming e al multitasking, due termini che nascondono spesso carenza di risorse per mancanza di profitto – reale o dichiarato che sia. Decisamente a Virginia Wolf non sarebbe piaciuto, ma si sa, il nostro tempo è affetto di costante amnesia.

Un po’ polemica V.
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