La valle dei segni: l’olfatto ovvero il senso dei sensi

Cara Virginia, eccoci giunte al nostro ultimo post sulla Valle Camonica. Diamo addio a questo bel posto e questa peculiare esperienza con un senso che per me li evoca e li raccoglie tutti: l’olfatto.

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Soltanto una bella foto che mi dispiaceva non utilizzare

Non sei convinta? Eppure per me l’olfatto è il senso che non tradisce, quello che con più immediatezza dichiara cosa mi piace e cosa no, quello che è più difficile ingannare.

E’ il senso della memoria, cristallizzata nelle madeleine di Proust ma di cui ciascuno di noi potrebbe fare un lungo elenco: per me, la crema che mia zia ci spalmava quando ci portava a sciare sul ghiacciaio dello Stelvio (non tanto lontano dalla Valle Camonica) in estate o il fieno appena tagliato. E’ il senso della scelta, quando una voce sotterranea ti dice di stare lontano da qualcuno perchè non te ne piace l’odore. E’ il senso del gusto, perché un cibo o un vino prima si annusa e poi si mangia o beve. E’ il senso della misura, il sudore di quando si sta esagerando e il detto il troppo stroppia.

Un'altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

Un’altra foto solo simbolica: scene di caccia ai tempi dei primi camuni

E di profumi e odori la Valle Camonica ce ne ha regalati tanti. Aspettiamo quando Internet avrà la funzione “dowonload smell” e intanto salutiamo la Valle e i suoi abitanti accoglienti, diffondendone le bellezze e le sorprese con amici parenti e conoscenti!

Yours Antonia #mmland2013

La Valle dei Segni: il gusto ovvero il senso della tradizione

Cara Antonia, non poteva mancare il gusto nella nostra storia sulla Valle Camonica e i suoi segni. Parlare del cibo di un luogo non vuol dire stare solo attenti alle calorie, ma andare a caccia delle tradizioni e delle maniere di lavorare la terra e gestire gli animali che sono parte integrante del ciclo produttivo. Non abbiamo visto fattorie, ma assaggiato formaggi con marmellatine, e gustato vini della Valle sì. Vini difficili per la poca superficie coltivabile e difficili da posizionare sul mercato per la forte concorrenza della vicina Franciacorta, ma di personalità e tenaci come i viticoltori e gli abitanti della valle.

Io son di dolce e di salato e quindi ho l’imbarazzo della scelta. La spongada l’ho portata a casa e l’ho fotografata. Anche qui solo metà.

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I formaggi, la Rosa Camuna e altri, li ho portati a casa, ma non ho fatto assolutamete in tempo a fotografarli: spariti con dell’ottimo pane di segale.

Cara Virginia, eri proprio tu la più adatta a parlare di gusto e l’hai fatto. Alla sparizione dei formaggi son certa di non aver contribuito! Come sai proprio non è cosa mia. Ma tutto il resto lo ricordo con piacere, e aggiungo al gusto il fresco e il candore dell’acqua di montagna… anche il gusto ci guadagna! #mmland2013

Anche l'acqua era buona e abbondante... l'acqua è la vita!

Anche l’acqua era buona e abbondante… l’acqua è la vita!

Aggiungo i miei (e nostri) migliori auguri a tutta la gente della Valle Camonica, visto che oggi è esondato l’Oglio e sono un po’ nei guai… ma sono montanari e sono sicura che se ne tireranno fuori al meglio!

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Un saluto alla valle

Le Piume d’oca

La valle dei segni: le incisioni rupestri ovvero il senso della memoria

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A un certo punto, tra le nuvole, un fascio di luce entra come un taglio.

A un certo punto, tra le nuvole, un fascio di luce entra come un taglio.

Cara Virginia, eccoci al primo dei 5 preziosi sensi che ci fanno percepire il mondo con tutte le sue meraviglie (anche brutture, sì, ma quelle per il momento le lasciamo da parte).

Le incisioni rupestri sono il senso della vista ma anche il senso della memoria. E la Valle Camonica è una valle da guardare, non solo per le incisioni. Comincio da una lama di luce che sfalda le nuvole per un attimo, perché ci hanno raccontato che le incisioni rupestri sono volte tutte dalla stessa parte, dalla parte del sole. E si pensa che fossero legate a qualche culto del sole o della luna, come ce n’erano nell’antichità, e che non si limitassero a raccontare la vita dell’epoca ma che fossero anche un modo di comunicare con tutto quello che ai tempi era sconosciuto. Un modo per lasciare il segno ma anche per aiutarsi a capire, nel buio di secoli ancora più letteralmente bui del medioevo.

Eccolo qua, il mitico pitoto. Un po' nascosto, perché bisognerà fare un po' di fatica per trovare le vestigia del passato, no?

Eccolo qua, il mitico pitoto. Un po’ nascosto, perché bisognerà fare un po’ di fatica per trovare le vestigia del passato, no?

Incisioni rupestri e rurali: gallinelle di montagna razzolano tra le incisioni

Incisioni rupestri e rurali: gallinelle di montagna razzolano tra le incisioni

Passeggiando tra le incisioni, con un senso di pace a cui anche le nuvole contribuivano, ho pensato anche a tutti i nostri antenati che hanno visto queste incisioni senza saperne il valore, magari semplicemente inseguendo le galline che stavano per entrare nell’orto (quello dell’altro post). Cosa avranno pensato del piccolo pitoto che si nasconde tra le pieghe della roccia? Come sempre gli abitanti del luogo ci hanno convissuto a lungo prima che arrivasse qualcuno a dirgli che erano delle testimonianze così importanti da importare anche all’Unesco.

La rosa camuna. Simbolo delle incisioni rupestri e anche della Regione Lombardia

La rosa camuna. Simbolo delle incisioni rupestri e anche della Regione Lombardia

Unesco o no, i Camuni sono giustamente orgogliosi di portare i segni del passato. E la rosa camuna è il simbolo della Regione Lombardia, seppure graficamente reinterpretato.

E io sono felice, cara Virginia, di avere finalmente potuto vedere le incisioni da vicino, meravigliarmi della loro bellezza e in qualche caso toccarle con mano, grazie a #mmland2013. Ma qui non vorrei cominciare a parlare di un altro senso prima che sia il suo momento…

Yours admiring Antonia

Assaggi dalla Valle Camonica

Cara Virginia, incredibile ma vero ho già scaricato le foto dalla macchina fotografica! Lo so che non te lo aspettavi, i miei tempi medi sono lunghi come le ere preistoriche raccontate nelle incisioni rupestri della Valle Camonica. Ma questa volta ho stupito tutti, me stessa in primis.

E quindi ti dedico questo post di assaggi da Multimedia Land, #mmland2013, in tutti e per tutti i sensi.

Un paesaggio dall'auto, nel viaggio di andata. Nebbie e panorami intravisti, molto suggestivi. Foto di Virginia (io guidavo...)

Un paesaggio dall’auto, nel viaggio di andata. Nebbie e panorami intravisti, molto suggestivi. Foto di Virginia (io guidavo…)

Questi sì che sono assaggi, specialità salate in una piccola, deliziosa cantina. Preparate dal ristorante Sloppy

Questi sì che sono assaggi, specialità salate in una piccola, deliziosa cantina. Preparate dal ristorante Sloppy

Biscottini di ogni genere per chiudere in dolcezza. Sempre nella cantina, sempre di Sloppy

Biscottini di ogni genere e la già citata spongada per chiudere in dolcezza. Sempre nella cantina, sempre di Sloppy

Antonia the photographer (si fa per dire)

Cara Antonia, gli assaggi son stati assai graditi. Rivedere le foto mi ha riportato in Valle e, senza scomodare Proust, ho in bocca il sapore dei formaggi camuni, Rosa Camuna in testa, ma anche una Malghetta di Capra di cui mi sono approvigionata per non rimanere senza. Che dire della passione del signore di cui non ho chiesto il nome per pudore che con pazienza e, oserei dire, passione spiegava le combinazioni delle marmellatine da degustare con questi formaggi. Ecco una parola che mi torna spesso in mente, associata alla nostra gita in Valle Camonica è proprio la passione, un amore profondo per la propria terra, anche per la fatica che ti costringe a fare per darti i suoi frutti. Ma che nel caso della Valle Camonica, ad una cittadina come me, solleticano il gusto, il tatto e la vista. E ti coccolano, con amore.

Virginia

ValComunica e la realtà aumentata

Cara Antonia, abbiamo un compito e lo sappiamo. Quello di condividere il piacere e le emozioni vissute nei due giorni in Valle Camonica, grazie al progetto della Valle dei Segni e del Distretto Culturale della Valle Camonica. Quindi, volendo far un pò sedimentare le percezioni per farle diventare nuovi segni, ho gironzolato un pò su twitter. L’hashtag #mmland2013 è rimasto per 2 ore topic trend sabato 5 ottobre e questo l’avevamo già scoperto mentre eravamo in loco, a cercare di partecipare attivamente al live tweeting; noi piume siamo state meno fortunate di altri che invece hanno abbattuto il digital devide. Ma l’altra scoperta che ho fatto stamani è un’applicazione concreta di realtà aumentata, che ancora poco vedo utilizzata. Insomma cara Piuma son rimasta piacevolemente colpita che la tenacia camuna si sia spinta fino a realizzare una vera e propria applicazione per una guida Jeco promossa sul tweet di Infoscuola; il signore incorniciato è il dottor Bandera e le vette alle sue spalle si autopresentano. Quale gioco di parola più facile? la Valle Camonica è una ValComunica!

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Le vette si presentano, grazie alla realtà aumentata

Bella scoperta, cara Virginia! Il nome “realtà aumentata” mi ha sempre dato un po’ da pensare: non ci basta la realtà che abbiamo? Ce ne servono altre? Ma non bisogna essere così letterali, che diamine! Le applicazioni, è vero, si commentano da sé. E sai cosa sarebbe comodo? Che quando si va in montagna per davvero, ci fosse una caption che si accende sopra una cima quando vuoi sapere che cos’è… lo vogliamo proporre a Sentierando come servizio in più?

Yours Antonia