C’è un pò un maiale. Un racconto di Jacopo Milesi

Cara Antonia, era un pò di tempo che usavi un’intercalare che non capivo. Ogni tanto nel bel mezzo della conversazione spuntava la frase “Eh, c’è un pò un maiale”. Poi mi hai raccontato che è un’espressione di Jacopo Milesi che è diventato un modo di dire tra te e alcuni tuoi colleghi. Quindi abbiamo convinto  Jacopo a raccontarla la storia, Jacopo che i nostri amici hanno ascoltato grazie all’assaggio delle doti musicali del gruppo Woody Gispsy Band. In quel caso suonava con i suoi amici, qui ci racconta la storia di una frase che è diventata un modo di dire, un’iperbole sulle cose che ci stupiscono e di cui non sappiamo molto….ascoltatela per capirne di più.

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Ascoltate la storia  “C’è un pò un maiale” di Jacopo Milesi

 

La Woody Gipsy Band con un maiale portafortuna

La Woody Gipsy Band con un maiale portafortuna

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Woody Gipsy Band: giovani, carini e talentuosi

Cara Virginia, non ho bisogno di presentarti la Woody Gipsy Band perché li hai conosciuti anche tu. Oggi sono a Ferrara, al Buskers Festival, e so che si stanno divertendo un sacco: suonare misurandosi con la strada e con le offerte della gente è una cosa che ai musicisti piace un sacco. Mi ricordo addirittura una trasmissione della BBC in cui diversi gruppi musicali suonavano per strada e si sfidavano a suon di quante sterline avevano raccolto, e i risultati erano spesso sorprendenti, perché oltre al saper suonare, che come dire è il minimo sindacale, per strada conta la simpatia, l’arte di sorprendere, il gusto di fare spettacolo con solo se stessi e gli strumenti, la capacità di capire al volo la risposta del pubblico. Ecco, questo i ragazzi della Woody Gipsy Band ce l’hanno. E noi gli auguriamo un futuro luminoso: non solo di strada ma anche di veri concerti. Speriamo che quando saranno diventate delle star si ricordino di noi!

Musical Antonia

La band al gran completo!!

La band al gran completo!!

Cara Antonia, mi sono divertita da matti nella serata che ci hanno regalato. Mi sono divertita a vedere le mani agili e veloci sulle corde degli strumenti. E mi ha impressionato la perfetta sintonia che ha regnato durante tutto il concertino improvvisato, si fa per dire, tra un prosecco e l’altro. Dico improvvisato si fa per dire perchè mi han dato l’idea di non improvvisare proprio nulla e di amarla profondamente la musica che fanno, con divertimento e intelligenza.

Tanto per gradire, ci hanno concesso la registrazione di un pezzo, ma potete andare anche sul loro sito che ospita un’intera colonna sonora:

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