Multitasking pre salone del libro

Cara Virginia, oggi sono sul multitasking. Non per scelta. Solo perché ho troppe cose da fare, faccio fatica a darmi delle priorità e tendo a fare un pezzo di una cosa e un pezzo di un’altra seguendo lo stimolo immediato. E faccio anche due cose insieme, ma solo perché sarebbe  più lungo decidere quale fare prima e quale dopo. Il tempo totale, si sa, è lo stesso. Certo che la tua musa ispiratrice, pur essendo inglese, la parola multitasking non la conosceva, e temo non le sarebbe piaciuta….

Underpressure Antonia

Cara Antonia, credo che a Virginia, alla quale mi ispiro per passione e non certo perché abbia modo di eguagliarla, ne direbbe malissimo. Lei aveva parlato di una stanza tutta per sé e avrebbe pagato una delle sue famose tre guinee ad un’associazione che permette l’ingresso delle donne alle libere professioni -siamo nel 1938, mica tanto tempo fa-, purchè gestito secondo la diversità delle donne. Mi sembra di riaprire la riflessione di qualche post fa, il nostro modo di lavorare è spesso soggetto al time consuming e al multitasking, due termini che nascondono spesso carenza di risorse per mancanza di profitto – reale o dichiarato che sia. Decisamente a Virginia Wolf non sarebbe piaciuto, ma si sa, il nostro tempo è affetto di costante amnesia.

Un po’ polemica V.
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Murales oppure no?

murales io io ioCara A, come ti avevo preannunciato, contro ogni mia pigrizia e bisogno di concentrazione (come rimpiango la stanza tutta per sé di Virginia Woolf, che aveva un altro senso che sia chiaro, ma voleva dire stare al calduccio a casa) ho iniziato per motivi diversi ad attraversare la città da nord a sud, dal centro alla periferia e ritorno. E ho scoperto un’espressione che non farà piacere all’amministrazione comunale, ma a me diverte per gli stimoli che deriva. Un umano in movimento, che non ha scelto internet per esprimersi o dei social network che avrebbe ben maggiore visibilità ma che occupa muri, pareti più o meno visibili al passante o automobilista veloce. Frasi immortalate fino alla prossima cancellazione del solerte imbianchino comunale, che parlano di tutto, commentano tutto. Si esprimono insomma. Anche sulla testata di un bancomat.

V.

E certo che questo murales aperto a qualsiasi interpretazione, cara Virginia.  Verrebbe da dire, se io io io io è il tuo orizzonte, per forza che ti senti solo. Oppure è perché ti senti solo che non riesci a scrivere altro che io io io io? Ma buttati anche tu sui social network, dove si comincia con io ma si finisce in share. Siamo di fronte ai sintomi dell’eccesso di individualismo della società opulenta? Mi fa un certo effetto, ad essere sincera, parlare di società opulenta. Capisco che il termine è stato coniato pensando alla povertà del terzo mondo, ma adesso suona un po’, beffardo direi. Il che non toglie l’eccesso di individualismo, le distorsioni che ha prodotto e il malessere che i singoli sentono. Insomma, la prossima volta Virgi, trovami un murales scanzonato o dissacrante, così da non scriverti delle risposte tristanzuole… Ultima domanda: chi sarà mai Eveline che si sente solo?

Slightly saddened Antonia